Addio a Enza Magro, l'angelo del Sert di Rozzano: “Era un punto di riferimento, trattava tutti come figli”

Commozione all’ultimo saluto all'assistente sociale 55enne scomparsa per un improvviso malore. L’omaggio della città: “Ha aiutato tanti come si fa con i bambini quando imparano a camminare”

Rozzano, addio a Enza Magro

Rozzano, addio a Enza Magro

Rozzano (Milano), 16 marzo 2024 - Si sono svolti oggi i funerali di Vincenza Magro, l'assistente col sorriso che sapeva fare rispettare le regole e tutti chiamavano Enza. Una donna di 55 anni scomparsa per un malore improvviso pochi giorni fa lasciando un vuoto enorme nella comunità di Rozzano. La chiesa di Sant'Angelo in via Don Lonni a Rozzano era gremita di ragazze e ragazzi e di ex ragazze e ragazzi che hanno incontrato sul loro cammino Enza.

Una folla con le lacrime agli occhi che veniva da quel quartiere popolare, il quartiere Aler, quello che lei ha tanto amato e che chiamava "la sua Rozzangeles" e dove ha voluto si celebrasse il suo funerale. C'era il marito circondato da abbracci calorosi di quei ragazzi che seguiva Enza. E poi c'era tutto lo staff del Sert di Rozzano, e c'erano i volti dell'Ats Melegnano Martesana, c'erano alcuni magistrati del Tribunale di Sorveglianza, quelli di frontiera, con i quali Enza spesso si rapportava.

Il funerale è stato celebrato da Don Tommaso e Don Luigi: "ha aiutato tanti come si fa con i bambini quando imparano a camminare, che cadono e si rialzano, poi ricadono ancora ma alla fine imparano a camminare - sono le parole di Don Tommaso - erano un po' tutti figli suoi". Poi il  ricordo di Don Luigi che ha scaldato i  cuori con parole "crude" ma vere e sentite e che con lei aveva collaborato in più occasioni.

"Quando arrivava la chiamavamo "La" Magro per rispetto perché era un'istituzione. Un punto di riferimento per tutti. E' stata la prima persona che ho conosciuto quando sono arrivato a Rozzano. Una donna seria, professionista, diretta e sicura che accompagnava con pazienza chiunque si rivolgesse a lei verso un percorso di recupero. Di rinascita. Perché il Sert per lei e per tutti noi è un luogo di resurrezione".

Poi hanno preso la parola due dei nipoti, a nome di tutta la famiglia; Francesco e Diletta: vorremmo che tutto quanto ha insegnato a noi e a tutti voi non fosse mai dimenticata e che tutti imparassimo a vivere dai suoi insegnamenti". I ragazzi di "Rozzangeles" l'hanno voluta salutare a modo loro, per dimostrare l'affetto e la gratitudine: mazzi di fiori ovunque, palloncini bianchi e blu che hanno formato una croce sulla bara e poi sono volati in cielo e all'uscita i fuochi artificiali. 

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