Professore Emanuele Ferrari al piano
Professore Emanuele Ferrari al piano

Milano, 9 ottobre 2017 - Concerto, teatro, lezione e conferenza in un unico spettacolo firmato da Emanuele Ferrari, pianista professionista e docente di Didattica della musica all’Università Milano Bicocca. Dopo essere stato premiato per il suo metodo innovativo ai Reimagine Education Awards di Philadelphia e avere tenuto le sue lezioni-concerto alla Brown University di Providence, lanciando in Bicocca anche una miniserie sul web diventata virale con l’hashtag #capirelamusica, Ferrari torna a insegnare e emozionare al teatro Litta di Milano con l’associazione «Certe note». Primo appuntamento questa sera alle 20.45, col Notturno op. 27 n.2 di Frédéric Chopin e il romanticismo poetico.

«Sarà un bagno nella musica», promette il professore, musicologo e attore. «L’idea è quella di riunire due aspetti apparentemente inconciliabili: parlare di musica e fare musica, creando un evento o spettacolo che trasmetta la gioia della musica dal vivo e la faccia comprendere meglio, attraverso un’esperienza diretta. Cerco di attrarre sul palco l’attenzione su di me per defletterla sul brano musicale, illuminandolo e restituendolo al pubblico». Ci si concentra su un unico brano per serata, lo si percorre una prima volta per poi scomporlo frase per frase, commentandolo, analizzandolo per darne un’interpretazione «estesa» attraverso le note ma anche la voce, la poesia, il corpo, la teatralità e il coinvolgimento del pubblico. Al termine del concerto-lezione si riascolta il componimento con una maggiore consapevolezza e condivisione. L’obiettivo è anche avvicinare gli studenti al teatro, con abbonamenti ad hoc a prezzi ridotti.

«L'esperienza del teatro mi aiuta a essere più coinvolgente a lezione ed è vero anche il contrario, quello che faccio a teatro è debitore dei corsi in Bicocca, c’è uno scambio continuo - spiega Ferrari -. Il mestiere dell’interprete è paradossale, passiamo giornate intere a studiare singoli passaggi, perché non raccontare il lavoro che c’è dietro?». Dall’ateneo al palcoscenico, la stagione debutta con un brano notissimo per cercare dentro la poesia di Chopin anche il «Le Corbusier della musica», l’inaspettata architettura e l’ingegneria dell’emozione, e si chiuderà il 14 maggio con «Il sogno della Bell’Époque» nella «Valse Caressante» di Ottorino Respighi per fare conoscere invece il valore di un brano ancora poco conosciuto: «Nella musica l’apparenza inganna – conclude Ferrari – un pezzo che può sembrare un bon-bon invece è un mondo». Le lezioni di Didattica della musica all’Università Milano Bicocca ricominceranno nel secondo semestre, ma nel frattempo la serie «Piccola sinfonia didattica», con il video-racconto a puntate di #capirelamusica spopola sui social network.