Dvora Ancona multata dal Garante della privacy per il video di un intervento estetico finito sui social

Milano, il volto dell’uomo è stato pubblicato sul profilo del famoso medico estetico durante un trattamento al naso. La difesa: salutava i follower

Il medico estetico Dvora Ancona, presenza fissa per la Prima della Scala

Il medico estetico Dvora Ancona, presenza fissa per la Prima della Scala

Milano – Il saluto a favor di smartphone, con tanto di apparente espressione di "compiacimento", non basta come tacito consenso alle riprese video di un trattamento medico e soprattutto alla pubblicazione del filmato sui social. Non vale perché si sta parlando di informazioni che riguardano la salute, degne della massima tutela possibile. Per questo, il Garante della privacy ha ingiunto alla società David srl, rappresentata legalmente da Dvora Ancona, di pagare una multa di 8mila euro.

La vicenda inizia nel marzo 2023, quando un uomo si rivolge al Garante per segnalare che il suo volto è comparso in un video pubblicato sul profilo Instagram del medico estetico noto sia per l’attività professionale (difficile non notare in centro i manifesti pubblicitari con la sua faccia e gli slogan contro doppio mento e cellulite) sia per l’impegno sul fronte della violenza di genere (vedi abito rosso per sensibilizzare il foyer della Scala sull’emergenza femminicidi indossato all’ultima Prima).

Nel filmato della durata di 34 secondi, si vede Ancona impegnata in una "rinoplastica non chirurgica", precisamente nel trattamento di pori del naso dilatati: tra il secondo 24 e il secondo 25, si scorge il volto del paziente sdraiato sul lettino. Dal canto suo, la società nel mirino si difende, sostenendo che quella persona ha fornito il consenso scritto al trattamento dei dati e che in ogni caso le circostanze (lampade montate per la ripresa, video girato con i cellulari e saluti del paziente ai follower durante la “live story”) hanno fatto pensare che il diretto interessato non avesse nulla da obiettare. Inoltre, i responsabili di David srl aggiungono di aver rimosso il video (on line per 45 giorni) subito dopo la richiesta del paziente e di aver avviato corsi di formazione e verifiche sulle procedure.

Giustificazioni che non sono bastate per evitare la multa, nonostante il Garante abbia riconosciuto la buona fede. Per l’Authority, infatti, Ancona e i suoi collaboratori avrebbero "dovuto acquisire uno specifico e informato consenso dell’interessato, raccolto il quale i dati avrebbero dovuto comunque essere sottoposti a pseudonimizzazione ( tecnica che rende non associabili le informazioni a un soggetto specifico, ndr)". Così non è stato. Anzi, l’informativa fornita all’uomo è stata ritenuta "non idonea" e "priva degli elementi essenziali" imposti dalla normativa.

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