Aria inquinata a Milano
Aria inquinata a Milano

Milano, 11 dicembre 2018 - Un drone ha già iniziato a sorvolare viale Fulvio Testi, una delle arterie più trafficate di Milano, per i test di uno studio che sta muovendo i primi passi. All’interno strumenti miniaturizzatati per studiare l’inquinamento atmosferico, sensori simili - ma «più in piccolo» - a quelli presenti sul dirigibile targato Bicocca che da tempo è utilizzato per analizzare la qualità dell’aria che respiriamo. È una delle ultime iniziative del centro di ricerca Polaris, dell’ateneo milanese. «Gli effetti inquinanti del diesel sono dimostrati e bisognerebbe bloccarlo senza esitazioni», spiega Ezio Bolzacchini, docente di Chimica dell’ambiente e uno dei fondatori del centro.

Professor Bolzacchini, ritiene utile impedire la circolazione ai veicoli diesel più datati?

«Sicuramente sì, ogni misura utile per limitare la circolazione dei veicoli diesel ci trova favorevoli. Con il blocco si riducono le particelle più tossiche e dannose per la salute. Ad esempio nell’area C, solo per restare a Milano, si registra il 25-30% in meno di composti chimici inquinanti che derivano soprattutto dai motori diesel. Si tratta di sostanze particolarmente velenose come il cancerogeno benzoapirene, o il black carbon».

L’ipotesi di una “ecotassa” sulle auto inquinanti è stata accolta con dure polemiche. Pensa che il futuro sia nella mobilità elettrica?

«Penso in primo luogo che il diesel è morto, e bisognerebbe bandirlo del tutto. L’auto elettrica è una soluzione, ma ci sono ancora alcune criticità da risolvere, come quella della scarsità di punti di ricarica, mentre per quanto riguarda il gpl i distributori ormai hanno una diffusione più massiccia».

Una parte rilevante dell’inquinamento è provocata anche dal riscaldamento degli edifici.

«Ormai a Milano, rispetto ad altre zone d’Italia, è avvenuta una riconversione quasi totale verso sistemi di riscaldamento a basso impatto sull’ambiente. Il problema principale è quello del traffico veicolare, e c’è ancora tanta strada da percorrere».

Come si sta muovendo il centro di ricerca Polaris?

«Lanceremo una nuova serie di rilevazioni con quattro droni, impiegati assieme al dirigibile. Si tratta di un mezzo più pratico e veloce per raccogliere dati. Abbiamo svolto un lavoro complesso per miniaturizzare le strumentazioni, scegliendo viale Fulvio Testi per le prime sperimentazioni, che stanno dando risultati soddisfacenti».