Controlli antidroga a Linate
Controlli antidroga a Linate

Un pacco dono dalla Germania con dentro mezzo chilo di anfetamine in fiale e ben 221 pasticche di ecstasy, tutto avvolto in due involucri di plastica. Forse sarebbe anche potuto passare indenne ai controlli dell’ufficio dogana di Linate, quel pacco quasi anonimo, se solo il nome del mittente non avesse attirato l’attenzione degli addetti: “Harry Potter“. Così gli agenti non hanno resistito alla curiosità e l’hanno aperto scoprendo quello che c’era dentro e arrivando, in poche ore, all’arresto del destinatario: un ragazzo milanese di 19 anni appena compiuti e incensurato.

La storia comincia lunedì scorso, quando in aeroporto arriva da Stoccarda quel pacco spedito da qualcuno che sceglie come pseudonimo il nome del giovane “mago“ più popolare tra i ragazzini. Quando gli agenti trovano il contenuto, chiedono al pm di turno Sergio Spadaro il permesso di ritardare il sequestro della droga e preparano la trappola. Dentro la scatola infilano anche un dispositivo gps per essere sicuri di poterla rintracciare in qualunque momento, poi la mandano al suo destinatario, un certo Gianluca Francesconi (che però non esiste) presso il punto startup Indabox al supermercato Carrefour di via Bergamo.
Gli agenti si appostano in zona e aspettano. E mercoledì all’ora di pranzo il cerchio si chiude. Nel frattempo , infatti, gli investigatori hanno contattato la società Indabox scoprendo che il fantomatico Francesconi, a parte aver lasciato indirizzi di residenza e email del tutto false, tra le persone delegate al ritiro ha indicato però un nome e cognome che corrispondono a una persona esistente, un ragazzo che ha avuto un paio di segnalazioni di polizia legate al consumo di stupefacenti.
Insomma, quando un giovane si presenta in via Bergamo e apre l’armadietto riservato, la polizia sa già come si chiama ed è lì ad aspettarlo. Lui nel frattempo ha contattato a sua volta Indabox per sapere se il pacco era arrivato (dall’Olanda, dice al telefono). Così quando va a ritirare il regalo atteso, gli agenti lo seguono per vederlo tornare a casa, in via Maestri Campionesi. E quando il ragazzo esce di nuovo, lo fermano. Federico C., origini bolognesi, 19 anni compiuti da pochi giorni, disoccupato, tenta di scappare ma finisce in manette. Nella sua abitazione non trovano altra droga ma due cellulari.
Grazie ai telefoni , gli investigatori contano ora di ricostruire la rete dei suoi contatti anche per capire che strada avrebbe preso tutto quello stupefacente. Nel frattempo, vista anche la quantità abbondante di droga in ballo, la Procura, oltre ad aver chiesto la convalida dell’arresto e nonostante la giovanissima età, ha insistito anche per la custodia cautelare di Federico in carcere.