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2 nov 2020

Coprifuoco, mezzi pubblici, mercati: nuova stretta anti-Covid

Nel decreto divieto di spostarsi dalle 21 e capienza al 50% per bus, tram e treni. Regione e sindaci pronti al giro di vite sugli ambulanti

giambattista anastasio
Cronaca
POLIZIA LOCALE CONTROLLA SUI NAVLI L'ORDINANZA DI CHIUSURA DEI LOCALI ALLE 23
Controlli della polizia locale sui Navigli deserti

Milano, 3 novembre 2020 - Il più chiaro è stato Giuseppe Sala, sindaco di Milano: «Ad oggi, lato Regione Lombardia, non si ipotizza nemmeno lontanamente di andare verso un lockdown stile marzo e aprile. E io lo condivido». Parole che allontanano gli scenari e i timori emersi nell’ultimo weekend, parole proferite durante l’intervento col quale ieri ha informato il Consiglio comunale sui contenuti dell’incontro avuto col presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, insieme agli altri sindaci delle città capoluogo. Dello stesso tenore le dichiarazioni di Giorgio Gori, primo cittadino di Bergamo: «Al momento non si parla di lockdown». E di Mauro Guerra, presidente lombardo dell’Associazione Nazionale dei Comuni (Anci), che ha precisato come il contenimento dei contagi da Coronavirus avverrà, da qui alle prossime ore, con «misure graduali che non sono il lockdown di marzo».

Fatta questa premessa, alcune restrizioni ulteriori entreranno in vigore al più tardi entro mercoledì, altre saranno concertate a partire da mercoledì. Le misure che entreranno in vigore entro mercoledì sono quelle che entro quella data saranno inserite dal Governo nel nuovo decreto che avranno validità in tutto il Paese. Nel dettaglio, il decreto prevederà il divieto di spostamento, se non per motivi di salute, lavoro e comprovata necessità, già dalle 21 e non più dalle 23, come è stato finora. Ancora ieri sera la discussione su quale debba essere l’ora di inizio del coprifuoco, all’interno del Governo e tra questo e il Comitato Scientifico, era aperta ma l’opzione più plausibile è quella delle 21. Altra misure valida ovunque è la riduzione della capienza massima consentita dei mezzi pubblici, che scenderà dall’attuale 80% al 50%. Il decreto comporterà poi la chiusura dei musei e il divieto di spostamento tra le Regioni con un alto indice di contagio. Quindi altre misure che in Lombardia sono già attive per effetto dell’ordinanza della Regione, quali: la chiusura dei centri commerciali nel weekend, lo stop a sale giochi, scommesse, Bingo e alle videoslot ovunque esse si trovano e l’obbligo, per le scuole superiori, di svolgere a distanza il 100% delle lezioni, proprio quell’obbligo che Fontana introdusse tra le proteste di Lucia Azzolina, ministro dell’Istruzione. Secondo indiscrezioni, il decreto potrebbe prevedere la didattica a distanza anche per gli ultimi due anni delle scuole medie. 

Le misure che entreranno in vigore da mercoledì in avanti sono quelle sulle quali i sindaci, Anci e il governatore si sono promessi di confrontarsi solo a decreto del Governo emanato. «Una riunione interlocutoria – così la Regione definisce l’incontro di ieri coi primi cittadini –. Le parti si sono lasciate con l’accordo di aggiornarsi appena saranno formalizzati i provvedimenti del Governo. Prima di allora sarebbe impossibile prendere decisioni». Tra le misure aggiuntive in arrivo in Lombardia c’è la stretta o la chiusura dei mercati scoperti, condivisa da più sindaci. Non è finita.  Ieri il Governo ha deciso di adottare automatismi: le Regioni saranno suddivise in 3 scenari di rischio, calcolati in base a 21 indicatori tra i quali anche l’indice di contagio, e ad ogni scenario corrisponderanno restrizioni aggiuntive. Le restrizioni che si potranno via via attuare sono predefinite, sono quelle elencate nel report varato dal Ministero della Salute il 12 ottobre e includono anche lockdown e zone rosse. Ma la scelta delle restrizioni da adottare, nella rosa di quelle possibili, avverrà insieme alle Regioni. E l’ordinanza che ne seguirà sarà firmata sia dal ministro sia dal governatore. Una richiesta unisce però Fontana e Sala, la Regione e i sindaci: che siano automatici anche i ristori per le categorie di volta in volta colpite dalle restrizioni. Di certo i dati sanitari sui quali si ragionerà per le nuove strette non saranno quelli delle settimane già passate ma quelli di scenario, relativi ai giorni in arrivo.
 

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