L’ad Disney Bob Iger con il personaggio più celebre
L’ad Disney Bob Iger con il personaggio più celebre

Milano, 21 settembre 2019 - È al rush finale la trattativa per salvare i posti di lavoro nella sede Disney di Milano, dopo che il colosso dell’intrattenimento ha avviato una procedura di licenziamento che inizialmente coinvolgeva 62 dipendenti su 206. I sindacati sono stati convocati in Regione Lombardia per il prossimo 30 settembre, quando potrebbe arrivare sul tavolo un accordo. Una decina di posti di lavoro dovrebbero essere salvi, altri potrebbero essere recuperati nei prossimi giorni mentre per i rimanenti si profila l’addio alla multinazionale di Mickey Mouse. «Per noi ogni uscita dovrà essere su base volontaria – spiega Tommaso Argento, funzionario della Slc-Cgil di Milano – e stiamo cercando di ottenere le migliori condizioni possibili. Le trattative stanno andando avanti». Una corsa per salvare posti di lavoro legata a doppio filo con le trattative che si stanno svolgendo a Roma sulla questione Fox, la multinazionale acquisita da Disney che ha intenzione di lasciare la capitale per trasferire il quartier generale a Milano a marzo 2020. Ieri si è tenuto un incontro con i sindacati a Roma, con al centro il piano lacrime e sangue lanciato da Fox: 42 esuberi su 160 dipendenti, il taglio di un quarto della forza lavoro in Italia.

Per alcuni si profila una buonuscita, mentre altri potrebbero accettare il trasferimento sotto la Madonnina, con possibili “travasi” di dipendenti da Disney a Fox e viceversa. Dietro le quinte della trattativa in corso c’è infatti l’operazione da 72 miliardi di dollari che ha portato alla creazione di un colosso mondiale del cinema, media e intrattenimento in un settore al centro della rivoluzione digitale. Operazione che per ora, in Italia, ha come conseguenza il taglio di un centinaio di posti di lavoro. Disney, in particolare, ha calato la scure sull’area marketing e sul reparto che si occupa della gestione delle licenze, per raggiungere l’obiettivo fissato a livello globale di «ottimizzare processi produttivi e abbandonare alcuni business non più profittevoli» per l’azienda che ha fatto sognare generazioni con personaggi immortali, cartoon e film d’animazione entrati nella storia. Due anni fa la sede milanese era già stata colpita da un ridimensionamento del personale, che ora viene riproposto su più larga scala.