Disabilità, le tre richieste delle associazioni

Due riforme in pochi mesi. Le onlus delle famiglie unite per difendere i diritti e avere servizi adeguati

Disabilità, le tre richieste delle associazioni

Disabilità, le tre richieste delle associazioni

Sono tre le questioni che le associazioni della disabilità chiedono siano approfondite e definite con particolare cura per evitare che il ridisegno del sistema dell’assistenza domiciliare si traduca in un peggioramento di servizi già inadeguati. Il primo punto di attenzione ha a che fare con l’opportunità di distinguere tra voucher sociosanitari e voucher socializzanti e con l’affidamento dei secondi ai Comuni, non più ad Ats e Asst. La seconda questione riguarda le modalità di lavoro dell’Unità di Valutazione Multidisciplinare (UVM). La terza è relativa ai tagli agli importi dei voucher per la gravissima disabilità, in vigore da giugno. Tre questioni che uniscono il Movimento Genitori Lombardia, Blue Life Autismo, Gruppo Accoglienza Disabili e Famiglie Disabili Lombarde. Tre questioni legate a due riforme reciprocamente connesse.

La prima riforma è lo spostamento delle risorse del Fondo per le non autosufficienze deciso dal Governo Draghi e recepito dalla Regione. In sintesi: si riducono le risorse per l’assistenza indiretta (quindi i contributi economici alle famiglie delle persone con gravissima e grave disabilità) per potenziare l’assistenza diretta (i servizi a domicilio). È qui che sono previsti i tagli. E sempre in questo provvedimento si prevede che alcune misure, tra le quali i voucher socializzanti, diventino di competenza dei Comuni. La seconda riforma è il passaggio dal budget mensile al budget di progetto: da marzo le ore di servizi garantite alle famiglie delle persone con gravissima e grave disabilità attraverso i voucher potranno essere diluite in modo flessibile, non solo su base mensile. Questo il quadro nel quale originano le richieste delle associazioni.

"Ha poco senso distinguere tra voucher sanitari, sociosanitari e socializzanti, come si intende fare, perché le due dimensioni, quella sanitaria e quella della socialità, sono entrambe indispensabili in un percorso formativo e terapeutico e, spesso, entrambe presenti nei servizi di alcuni voucher" affermano Serena Mallai (Blue Life Autismo) e Mariella Meli (Famiglie Disabili Lombarde). Il tema riguarda anche l’inquadramento del voucher autismo. Preoccupa, poi, la volontà di affidare ai Comuni la gestione dei voucher socializzanti, visto che gli enti locali si dibattono in una grave carenza di risorse e "a oggi – assicurano Mallai e Meli – non hanno idea di come gestire tali voucher". Quindi il secondo tema. A porre l’accento sull’UVM è Lina Lomuscio (Gruppo Accoglienza Disabili): "Oggi le valutazioni multidisciplinari, quelle nelle quali si individuano le terapie utili alle persone con gravissima e grave disabilità, non sono coerenti ai bisogni dell’assistito ma vengono compilate sulla base di quanto può offrire l’ente accreditato, cioé in base alle sue disponibilità di personale. Questa logica va capovolta, a maggior ragione col budget di progetto: alle persone con disabilità deve essere dato quello di cui hanno necessità. Siamo pronti a batterci per questo diritto". Infine i tagli ai contributi mensili per la gravissima disabilità. "Con i soldi del voucher B1 – spiega Sara Anzellotti (Movimento Genitori Lombardia) – riusciamo a pagare quei professionisti che troppo spesso mancano agli enti accreditati dalla Regione e che sono indispensabili per lo sviluppo dei nostri figli: tagliare questi contributi, a fronte di servizi inesistenti, significa creare un grande disagio a noi e ai nostri ragazzi". "Prima si costruiscano i servizi e poi si taglino i contributi" sintetizza Meli. E ieri anche Ledha, Fand e altre 21 associazioni hanno diramato una nota: "Sono invano trascorsi due mesi dal nostro appello. Se non verranno scongiurati i tagli ai contributi per i caregiver familiari le associazioni saranno costrette a scendere in piazza per difendere il diritto a scegliere da chi e come essere assistiti e sostenuti".

Giambattista Anastasio

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