“Non si affitta alle onlus per i poveri”, la denuncia degli infermieri volontari di Milano

Visitano gratis 230 famiglie delle case popolari di Molise-Calvairate e di Ponte Lambro. Cercano spazi più grandi: hanno trovato un benefattore per i costi ma non un’altra sede

Infermieri volontari onlus

Infermieri volontari onlus

"Per ben tre volte ci siamo sentiti rispondere da altrettanti interlocutori privati che non affittano i loro locali ad associazioni di volontariato come la nostra. In tutti e tre i casi il dialogo si è interrotto non appena ho spiegato che la nostra missione è dare un’assistenza sanitaria di base a persone che vivono in uno stato di povertà. Niente da fare. In un caso la risposta è stata più esplcita che negli altri due: mi è stato detto che non si voleva correre il rischio di trasformare quello spazio in un punto ove confluissero persone povere".

A restituire questa testimonianza, non senza rabbia mista ad amarezza, è Gabriella Scrimieri, presidente della onlus “Le Ali di Leonardo“, proprio la onlus della quale abbiamo già scritto in due occasioni precedenti. La prima per raccontare che questa associazioni è composta da infermieri volontari che garantiscono cure di base agli inquilini delle case popolari delle perierie milanesi attraverso due piccoli studi medici aperti, a mo’ di avamposto, nei quartieri Molise-Calvairate, il primo, e Ponte Lambro, il secondo. Quindi siamo tornati a scriverne accogliendo e rilanciando l’appello della stessa onlus: trovare qualcuno che potesse garantire spazi più grandi nei quali trasferire innanzitutto lo studio al Calvairate-Molise. Una richiesta dovuta alla volontà di rispondere all’aumento della domanda, all’aumento delle persone che, in questi mesi, hanno deciso di farsi seguire dagli infermieri volontari, ma anche dalla volontà di poter continuare questa opera: non avere una sala visite separata dalla sala d’attesa non incoraggia altre famiglie, eventualmente bisognose, a farsi avanti per mere ragioni di privacy, ragioni che, soprattutto in alcuni contesti famigliari e sociali, possono costituire un ostacolo non da poco all’intraprendere un percorso di presa in carico.

Nelle ultime settimane qualcosa è successo: "La notizia positiva – spiega Scrimieri, a sua volta coordinatrice infermieristica – è che abbiamo trovato un benefattore disposto a pagare di tasca propria l’affitto dei locali nei quali trasferire il nostro studio medico, una volta che li abbiamo trovati. La notizia negativa, anzi davvero mortificante, è che nessuno è intenzionato ad affittare ad un’associazione che si occupa di poveri perché si teme che i locali in questione possano diventare un punto di ritrovo e di riferimento per le famiglie e le persone bisognose e, quindi, che la zona ne risenta negativamente: questo, a nostro modo di vedere, è inaccettabile. L’altra paura è che noi non si riesca ad onorare il canone d’affitto, ma è una paura destituita di fondamento perché abbiamo dalla nostra parte chi è disposto ad assecondarci e a sostenerci".

E si tratta di un benefattore in grado di dare tutte le garanzie del caso e che preferisce rimanere anonimo. "Ma – prosegue Scrimieri – non siamo neppure riusciti ad arrivare a parlare di cifre, il rifiuto è arrivato prima e il dialogo si è interrotto". Per questa ragione ora dall’associazione lanciano un nuovo appello: "Chi ha locali vuoti, li metta a disposizione per questa causa, a Milano ci sono tante famiglie che hanno bisogno ma, per motivi diversi, non si curano o si curano in modo sbagliato. Spesso si tratta di persone che non vanno neppure dal medico di base".

Nel dettaglio, in sei mesi di attività al Calvairate-Molise e tre a Ponte Lambro, le famiglie seguite sono in tutto 230. Ma oltre al numero degli assistiti, sta via via aumentando anche quello dei medici e degli specialisti che hanno scelto di dare il proprio contributo alla causa, di diventare a loro volta volontari. L’ultimo esempio, in ordine di tempo, come già riportato, è quello di Emilio Filippo Fossali, un pediatra che si è messo a disposizione dell’ambulatorio di Ponte Lambro per due lunedì al mese. "Sempre più famiglie hanno deciso di iniziare un percorso e di farsi seguire – ribadisce Scrimieri –. E anche la squadra di infermieri e medici sta crescendo. Tutto questo ci rende felici. Ma al tempo stesso ci mette di fronte alla necessità di trovare spazi più ampi ma anche più adeguati: in questo momento, sia al Calvairate-Molise sia a Ponte Lambro, manca una sala d’attesa, c’è solo la sala delle visite e questo pone un problema di privacy che, in alcuni casi e in alcuni contesti famigliari, può diventare anche un freno all’intraprendere un percorso con noi, a far conoscere i propri problemi. Per questo torniamo a chiedere se ci sia qualcuno che abbia disponibilità di locali più grandi, preferibilmente nei due quartieri nei quali siamo già operativi, da poter mettere a disposizione dell’associazione per ricavarne ambulatori, come ha fatto in questi mesi il Comitato Quartieri Case Popolari Calvairate-MolisePonti, che ci ha ospitato e ci sta ospitando nei propri spazi e al quale vanno, di nuovo, i nostri ringraziamenti".

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