Dentro il nuovo Ortomercato: padiglioni hi-tech ed ecologici. Così il Verziere diventa Hub

Milano, nel cantiere di via Lombroso a pochi mesi dall’inaugurazione del Padiglione Orto 1. Primo passo del mega centro per il commercio di frutta e verdura che aprirà nel 2025

A sinistra, il masterplan del nuovo Ortomercato che vedrà la luce nel 2025. A destra, il cantiere del nuovo padiglione Ortofrutta 1 (Foto Canella)

A sinistra, il masterplan del nuovo Ortomercato che vedrà la luce nel 2025. A destra, il cantiere del nuovo padiglione Ortofrutta 1 (Foto Canella)

Mancano circa quattro mesi all’inaugurazione del nuovo Padiglione Orto 1 dell’Ortomercato, prevista per l’aprile dell’anno prossimo. Una tappa fondamentale di avvicinamento a quello che diventerà il nuovo Mercato agroalimentare di Milano, la cui apertura è prevista per il 2025, quando verrà ultimato anche il padiglione Orto 2.

Sogemi, la società comunale che gestisce l’Ortomercato, ha aperto le porte della struttura per dare un’occhiata da vicino all’avanzamento dei lavori, confrontarli con il progetto del masterplan e farsi un’idea di come saranno i nuovi edifici.

Completati i padiglioni logistici, restano in piedi, ancora per poche settimane, i padiglioni storici dove i grossisti concludono i loro affari. Padiglioni che mostrano tutti i loro quasi 60 anni di vita: vennero infatti inaugurati, dopo cinque anni di lavori nel 1965. E si vede. Il cemento è in molte parti consumato rivelando i tondini d’acciaio, anch’essi ormai deteriorati. Gli spazi sono bui e poco funzionali. Una situazione che davvero non si addice al primo mercato ortofrutticolo d’Italia e che dimostra quanto tempo si sia perso. E infatti verrà tutto demolito suolo e sostituito entro due anni da nuovi edifici, energeticamente autosufficienti e dotati di tutte le più moderne tecnologie per la logistica.

Il primo passo sarà, appunto, il padiglione Orto 1, ormai in fase di completamento, che aprirà i battenti ufficialmente ad aprile prossimo. La struttura è praticamente finita, mancano solo alcuni manufatti interni. Tutti gli spazi sono comunque già stati assegnati, proprio come succede con i condomini in costruzione i cui appartamenti vengono venduti ancora prima della fine dei cantieri. Quando verrà inaugurato potrà quindi realizzarsi l’integrazione con l’adiacente nuova piattaforma logistica, già operativa, nella quale le operazioni di carico e smistamento saranno automatizzate e quindi molto più veloci.

Quando poi, a marzo 2025, verrà inaugurato anche il padiglione Orto 2, il nuovo Ortomercato sarà davvero completo. Un hub dedicato al settore food - di cui Milano è capitale italiana - che comprende l’immenso reparto Ortofrutta da 80mila metri quadrati e nel quale vengono commercializzati 7,5 milioni di quintali di merce all’anno; il mercato ittico da 10mila metri quadrati e 100mila quintali di pesce venduti ogni anno; il mercato floricolo (5mila metri quadrati e 1 milione di pezzi commercializzati all’anno) e il mercato delle carni (5mila metri quadrati e 20mila quintali di carne commercializzata ogni anno).

Il mercato ortofrutticolo che vedrà la luce nel 2025 ha però anche l’ambizione di aprirsi di più alla città. Ora infatti, se si esclude il sabato (giornata di apertura al pubblico fino a mezzogiorno), la sua attività è prevalentemente notturna: alle 10 delle mattina i grandi padiglioni sono in pratica deserti. Il nuovo hub comprenderà invece anche una scuola e il nuovo centro cucine e il nuovo magazzino centrale di Milano Ristorazione (oggi situato a Buccinasco).

Una vera rivoluzione per una struttura che nella sua sede attuale è arrivata nel 1965, ma la cui storia parte da molto prima e da alcuni chilometri più a ovest. Fino alla fine del ’700 infatti il “Verziere“, così si chiamava il mercato ortofrutticolo, ebbe sede in piazza Fontana, poi iniziò la sua migrazione verso est: prima tra piazza Santo Stefano e Largo Augusto, poi all’inizio di corso di Porta Vittoria e - ultima tappa prima l’arrivo in via Lombroso - tra corso XXII Marzo e viale Umbria. Quello che adesso è il grande parco di Largo Marinai d’Italia infatti, fino alla fine degli anni 50, ospitava gli edifici in stile neoliberty del mercato dedicato a frutta e verdura. Un intero quartiere nel quale venivano scambiate merci provenienti da tutta Italia. Una serie di palazzi con fregi e decorazioni di cui ora resta solo la Palazzina Liberty al centro del parco (salvata dalle ruspe grazie a uno storico ricorso di Italia Nostra), trascurata e oltraggiata da graffiti, che di tutto quel complesso era il bar. Il trasferimento in via Lombroso, accanto al grande complesso del macello e mercato del bestiame (ora dismesso), arrivò per rispondere alle necessità di un mercato alimentare che cresceva e che aveva bisogno di spazi più ampi e soprattutto funzionali. Il nuovo Ortomercato che sorgerà tra due anni, in fondo, non è che la prosecuzione di quella necessità.

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