Da Assago alle serie tv, l’allenatore Marco La Rosa al lavoro nei Fantastici 5

L’assessore allo Sport è stato chiamato dal regista per preparare i protagonisti della fiction che parla di atleti paralimpici e con disabilità.

L'allenatore Marco La Rosa al lavoro nei Fantastici 5

L'allenatore Marco La Rosa al lavoro nei Fantastici 5

Dietro alla preparazione degli attori che recitano nella fiction I fantastici 5, con protagonista Raoul Bova nelle vesti di un allenatore di campioni paralimpici, c’è Marco La Rosa, un vero preparatore di sportivi con disabilità. È stato chiamato dal regista della serie Mediaset, Alexis Sweet, conosciuto per aver diretto altre serie italiane come R.I.S.-Delitti imperfetti, Squadra mobile e Don Matteo. Sweet è stato affiancato da un altro regista, Laszlo Barbo.

"Gli serviva una persona con esperienza nella preparazione degli atleti paralimpici - racconta Marco La Rosa, che oltre al preparatore atletico (anche per atleti con la maglia della Nazionale) ricopre il ruolo di assessore ad Assago, con delega, ovviamente, allo Sport - e che potesse insegnare all’attore Enea Barozzi - di Pioltello, ndr - come interpretare uno sportivo con una cerebro lesione. Quando l’ho incontrato, gli ho detto: ora dobbiamo fare come nel film Rain man. Esattamente come ha fatto Dustin Hoffman, per entrare nella parte gli ho fatto conoscere gli atleti con disabilità con cui lavoro. È stato bravissimo, in alcune scene ci siamo commossi sul set. Enea ha trascorso del tempo con Emanuele Muratorio, un mio atleta paralimpico da cui ha appreso la posizione del corpo, i movimenti, l’oscillazione nella corsa".

L’esperienza di preparatore paralimpico La Rosa l’ha messa a disposizione anche di Nina Rima, la "modella bionica" e influencer di 24 anni con una protesi alla gamba sinistra dopo un brutto incidente in moto. "Con lei è stato fatto un lavoro inverso - ricorda La Rosa -: bisognava insegnarle a correre con una protesi, appositamente fatta costruire per lei, e allenarla per entrare nella parte della velocista paralimpica". Per La Rosa è stata "un’esperienza unica - esprime -. Da una parte preparare una ragazza amputata che non aveva mai fatto questo tipo di sport, dall’altra vedere un normodotato interpretare alla perfezione un ragazzo con disabilità. La serie si articola con momenti di riflessione e consapevolezza verso questo mondo ancora troppo poco conosciuto, mettendo in mostra talenti ed emozioni, anche grazie alla grande interpretazione di Raoul Bova. Tanti anni al fianco di atleti paralimpici e con disabilità mi hanno fatto capire quello che cerco ogni giorno di insegnare anche alle mie figlie: i limiti sono solo nella testa".

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