Preoccupazione dei sindacati Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil (Foto archivio)
Preoccupazione dei sindacati Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil (Foto archivio)

Milano, 11 marzo 2020 - I sindacati di Milano sono pronti allo sciopero se le aziende della Lombardia costringessero a lavorare i loro dipendenti, soprattutto senza le condizioni di sicurezza richieste dall'istituto superiore di sanità in seguito all'emergenza coronavirus. E' quanto scrivono in una dichiarazione Christian Gambarelli, segretario generale Fim Milano Metropoli, Roberta Turi, segretaria generale Fiom Milano e Vittorio Sarti, segretario generale Uilm Milano, Monza e Brianza. 

"Nella giornata di ieri Cgil, Cisl e Uil della Lombardia hanno scritto al Presidente della Regione chiedendo un'urgente valutazione sulla necessità di procedere al fermo di ogni attività economica. Fino a questo momento, con nostro disappunto, questo provvedimento non è stato intrapreso né dalla Regione, né dal Governo. In queste ore ci stanno contattando le delegate e i delegati sindacali che chiedono indicazioni su come gestire questa fase di estrema emergenza per le lavoratrici e i lavoratori. Molte aziende - raccontano - per l'attività che svolgono non sono in condizione di far lavorare in smart working e, nonostante i ripetuti appelli a stare a casa, molte stanno imponendo ai dipendenti di continuare a svolgere la loro attività in fabbrica, in ufficio o comunque sul territorio". 

Per i sindacati "è inammissibile che "in innumerevoli casi delegati e lavoratori ci segnalano condizioni di sicurezza non rispondenti a quanto previsto dal Ministero della Salute e dai provvedimenti emanati fino ad ora per contenere il contagio da Coronavirus". Come Fim, Fiom, Uilm "diffideremo, unitamente alle Rsu, le aziende che non stanno intraprendendo le misure previste per tutelare la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori e procederemo, eventualmente, all'immediata proclamazione dello sciopero contestualmente alle denunce alle autorità competenti".