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25 lug 2022

Cologno Monzese, l'ex sindaco Rocchi: troppe personalità ambigue

L'ex primo cittadino: "I cittadini mi chiedono di ricandidarmi, ma se il prescelto sarà un altro lo appoggerò"

25 lug 2022
dove ha lavorato come primo cittadino di Cologno Monzese prima della caduta
Angelo Rocchi alla scrivania
dove ha lavorato come primo cittadino di Cologno Monzese prima della caduta
Angelo Rocchi alla scrivania

Cologno Monzese (Milano) - Dopo tre settimane Angelo Rocchi rompe il silenzio e parla a ruota libera: le delusioni, gli errori, i nodi che hanno portato al commissariamento dopo 20 mesi.

Si ricandiderà?
"Ricevo centinaia di messaggi ogni giorno da colognesi che me lo chiedono. Mi prendo 2 mesi per pensare. Di certo, a me non mi tolgono dai piedi: se il prescelto sarà un altro, mi schiererò con lui".

Gira una foto di un aperitivo con gli ex dissidenti e i suoi fedelissimi: è la nuova coalizione?
"È stata strumentalizzata. C’era gente che non vedevo da mesi ed è passata a salutare. Io faccio foto con tutti, anche al mercato".

Perché è caduto?
"Siamo sinceri: siamo partiti male, senza componente politica e con Fratelli d’Italia attraversata da dinamiche complesse, con consiglieri che non facevano parte del partito e non rispondevano ai coordinatori con cui si erano stretti accordi. Per mesi FdI è rimasta fuori dalla Giunta e i veleni sono cresciuti. Poi sono venute fuori personalità ambigue: Salvatore Lo Verso (FdI, ndr) e Dania Perego (Lega, ndr), assetata di potere, hanno polarizzato il clima".

Lo Verso ha ricevuto un avviso di garanzia: era a conoscenza dei problemi in comando?
"La vicenda giudiziaria mi preoccupa e indigna, ma aspetto che la magistratura faccia chiarezza. Sapevo di subbugli sindacali: c’era stata un’intromissione da parte sua, forse per ingenuità. A un certo punto avevo pensato di rimuovere lui e Perego, ma l’operazione non è andata in porto. Se avessi rimosso solo lui, non avrei più avuto i numeri in aula e ultimamente era collaborativo. Col senno di poi forse avrei dovuto azzerare tutta la Giunta".

Come ha lavorato Perego?
"Bene. Ma per sé, non per la coalizione. È stata una forte delusione. Altri hanno rimesso le deleghe per riuscire a trovare un equilibrio politico".

Perché ridimensionare un assessore del suo partito, che lavora bene e ha rinunciato al ruolo di vicesindaco?
"L’ultima proposta la confermava all’istruzione, con biblioteca, pari opportunità e lavoro: non le avrei tolto visibilità. Le avevo chiesto aiuto ai cimiteri e all’anagrafe, dove ci sono problemi. Volevo introdurre la rotazione di deleghe. Ha sempre parlato di cambiamento e non si è rimessa in gioco. Io non sono caduto per posizioni diverse su progetti, ma per poltrone e interessi esterni".

Quali?
"C’è sempre stata la volontà di usare Cologno come bancomat di preferenze, perché è risaputo che qui certe famiglie con una vecchia storia politica riescono a indirizzare pacchetti di voti. La città per me non doveva diventare terra di conquista e questo mi ha stritolato".

Perché è più deluso dalla Lega che ha fatto saltare l’ultimo consiglio sul bilancio e non da chi si è assentato otto volte?
"Le partite si vincono pure al 90’. I vertici avevano dato indicazione di votare, alcuni non lo hanno fatto. Vedremo se ci saranno provvedimenti. La seduta era regolare: il commissario non si era insediato e avevamo l’accordo con la Prefettura per convocare l’aula".

 

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