LAURA LANA
Cronaca

Cologno, il Comune boccia il progetto di riconversione dell'ex Torriani

Housing sociale, biblioteca, spazi culturali e per il tempo libero, "no" al supermercato tra le richieste dell'amministrazione per l'area ex industriale del centro storico, dismessa dal 2005

L'area dell'ex Torriani

L'area dell'ex Torriani

Quando nel 2021 le Officine Mak si aggiudicarono all’asta l’area Torriani per 5,6 milioni di euro, sembrava finalmente vicina la riqualificazione dei terreni e dei capannoni dell’ex legatoria nel cuore di Cologno Monzese. La società, controllata del Gruppo Consonni, iniziò subito le bonifiche da amianto e la demolizione dei vecchi edifici di corso Roma, presentando in via ufficiosa un progetto che oggi doveva già essere realizzato. Ci fu la pandemia, il blocco dei cantieri e soprattutto le solite lungaggini burocratiche. Così, per due anni, il progetto di riconversione di un comprensorio dismesso di 40mila metri quadrati è rimasto in stallo.

E, oggi, la nuova amministrazione guidata da Stefano Zanelli ha deciso di bocciarlo quasi senza appello con una delibera che indica tutta una serie di oneri – pesantissimi – a carico del proprietario dell’ex area industriale, che è dismessa dal 2005. “Questa amministrazione ha piena volontà di concretizzare la rigenerazione urbana dell’area, ma era necessario indicare alcuni punti fermi che portino a un intervento sostenibile e utile alla città - spiega il sindaco che ha tenuto anche la delega all’Urbanistica -. La proposta, presentata a febbraio, era mancante di un’interlocuzione politica, poiché il nostro comune era commissariato a causa della caduta dell’amministrazione Rocchi. Oggi tutti i soggetti coinvolti, operatore economico, uffici comunali e amministrazione, sono impegnati nella realizzazione di una importante opera di riqualificazione per la città che va oltre i confini dell’intervento, rimettendo il focus sulla centralità pubblica”.

In realtà, le interlocuzioni politiche e con gli uffici c’erano già state tanto che un preliminare fu presentato dall’allora assessore Giuseppe Di Bari e tanto che i rendering della Torriani di domani girano da tempo: 6 nuovi edifici e una torre di 12 piani, un ampio parco pubblico di 4.200 metri quadri, percorsi ciclopedonali, attrezzature per lo sport, oltre a un centro direzionale, negozi di vicinato e una media struttura di vendita (un supermercato sormontato da un tetto verde percorribile). La bocciatura del Comune arriva su tutto l’impianto: non ci sono solo gli errori materiali, come calcoli non corretti, o i pareri non favorevoli di ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e di Terna Rete Italia Spa. L’amministrazione in questa sorta di contrattazione sta infatti cercando di caricare sull’area – e sull’operatore – una serie di interventi di carattere sociale, soprattutto per quanto riguarda il tema casa. Così, nelle 9 pagine di delibera, la Giunta chiede l’inserimento “di una quota di edilizia residenziale sociale, con la creazione di servizi abitativi sociali (SAS – edilizia convenzionata) all'interno dell’ambito, oltre a servizi abitativi pubblici da realizzare anche su aree di proprietà comunali, esterne all'intervento di questo ambito”.

Si dice “no” anche alla presenza del supermercato, proponendo “funzioni di tipo ricettivo/culturale dedicate al tempo libero rispetto alla struttura commerciale”. Si chiede un nuovo sistema del verde e un altro assetto viabilistico rispetto a quello ipotizzato dall’operatore. Infine, torna pure il refrain della biblioteca, che fa andare la mente al vecchissimo e faraonico progetto di riconversione di vent’anni fa. “La proposta progettuale di piano attuativo dovrà valutare la possibilità di attuare la realizzazione di una struttura dedicata alla scolarità universitaria, quale ampliamento dei servizi della biblioteca con relativi spazi esterni che possa costituire una nuova centralità pubblica”, si legge ancora nel documento. “Per la Giunta di Cologno Monzese è necessario tenere conto di queste ragioni, per non rischiare di sottovalutare la portata dell’operazione urbanistica che non è solo caratterizzata dalle dimensioni volumetriche e spaziali dell’intervento ma anche dalle relazioni che costruisce con varie parti della città condizionandone il ruolo futuro ed eventuali possibilità di ulteriore trasformazione. Quella dell’area ex Torriani è una storia travagliata che ha creato di fatto una ferita nella città e alla quale si vuole dare una soluzione dopo tanti anni”. Insomma, tutto da rifare da capo, nonostante secondo il sindaco Zenelli “siamo impegnati a chiudere velocemente la fase istruttoria per cominciare la riqualificazione il prima possibile”.