Bruno Finzi* La nuova parola, il nuovo paradigma che avvolge le nostre vite è “rigenerazione”. Che tipo di rigenerazione immaginano gli ingegneri per Milano? La voglia di ripartenza, di lasciarsi alle spalle i mesi difficili che tutti noi abbiamo vissuto sono forti. Gli Stati Generali dell’Ingegneria a Milano ne sono un esempio. L’edizione passata – la terza – ha visto la promozione di un importante progetto avanzato da una nostra commissione e dal suo presidente Salvatore Crapanzano per efficientare il sistema...

Bruno

Finzi*

La nuova parola, il nuovo paradigma che avvolge le nostre vite è “rigenerazione”. Che tipo di rigenerazione immaginano gli ingegneri per Milano? La voglia di ripartenza, di lasciarsi alle spalle i mesi difficili che tutti noi abbiamo vissuto sono forti. Gli Stati Generali dell’Ingegneria a Milano ne sono un esempio. L’edizione passata – la terza – ha visto la promozione di un importante progetto avanzato da una nostra commissione e dal suo presidente Salvatore Crapanzano per efficientare il sistema di consegna delle merci in città. Quella intuizione, quel progetto è stato fatto proprio dal Comune ed è stato premiato a livello internazionale. Ecco un esempio di sviluppo realmente “sostenibile” e di generazione di nuove soluzioni. Perché il mondo ingegneristico, per definizione, non ama perdersi in parole e discorsi di forma, ma è chiamato a progettare e a realizzare. Milano su questo fronte è all’avanguardia ed è tra le città a livello globale più impegnate sul fronte del controllo dell’emergenza climatica. È la città che si sta interrogando sullo sviluppo “a 15 minuti” ed è attenta a favorire una mobilità alternativa alle macchine introducendo nuovi mezzi e studiando il potenziamento delle linee di trasporto pubblico. È la città che vede l’impegno di importanti sviluppatori internazionali, la presentazione di tanti nuovi progetti. Milano ha sempre avuto l’attenzione e la capacità di tenere insieme ogni ambito sociale.

I progetti di edilizia popolare meglio riusciti nel capoluogo ambrosiano sono quelli inseriti e realizzati in contesti residenziali. Non certo quelli che sono diventati nel tempo “banlieu” e che ora richiedono e attendono un’importante azione di rammendo e sostituzione. Progetti affascinanti come “la città a 15 minuti” devono avere al proprio interno un criterio e un principio di eguaglianza. Lo stesso concetto di 15 minuti deve valere per il cittadino che abita a Brera come per quello che risiede a San Siro o al Gallaratese. E “la città a 15 minuti” deve essere una città sempre più aperta e non una città che “si richiude” nei suoi quartieri. La prossima edizione degli Stati Generali dell’Ingegneria offre in due giornate un quadro completo delle principali tematiche in campo: rigenerazione urbana, sfide quali la città che riesce a diminuire la produzione della quantità di anidride carbonica, la nuova logistica, la trasformazione digitale e il PNRR, la transizione energetica senza dimenticare la sanità del futuro che passa soprattutto attraverso l’ingegneria biomedica e la telemedicina.

* Presidente Ordine IngegneriProvincia di Milano