Cinisello come la Danimarca, vuole diventare Città Cardioprotetta. Obiettivo: alzare le probabilità di sopravvivenza

Il Consorzio Il Sole ha donato 10 defibrillatori e con la Cri e la Protezione Civile organizzerà corsi di rianimazione cardiopolmonare a tutta la popolazione

La donazione dei defibrillatori a Cinisello

La donazione dei defibrillatori a Cinisello

Cinisello Balsamo (Milano), 1 marzo 2024 – Cinisello Balsamo come la Danimarca per diventare “Città Cardioprotetta”. Corsi di rianimazione cardiopolmonare di base e installazione di defibrillatori sono infatti i punti principali dell’accordo sottoscritto tra il Comune di Cinisello Balsamo e il consorzio sociale “Il Sole”. La cooperativa ha donato 10 apparecchi Dae che andranno a potenziarne la presenza sul territorio e organizzerà un piano formativo di rianimazione cardiopolmonare di base, per tutti i cittadini, con la collaborazione della Protezione Civile e della Croce Rossa. “Ogni anno quasi 60mila persone hanno un arresto cardiaco e solo l’8% sopravvive, perché mancano una serie di strutture e iniziative sui territori – spiega il dottor Flavio Doni, direttore sanitario dei poliambulatori del Sole e specializzato proprio in Cardiologia -. Eppure chi è colpito da un evento cardiaco, se soccorso tempestivamente e in maniera adeguata, ha buona probabilità di ripresa”.

Da Cinisello Balsamo si guarda così alla Danimarca. “In questo Paese la sopravvivenza sale al 24%. Vorremmo riprodurre quel modello nella speranza di raggiungere risultati simili e anche di diventare noi stessi un modello estensibile in altri ambiti e in altre città”.

Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, oltre alla strumentazione, bisogna diffondere al maggior numero possibile di cittadini le nozioni sulle manovre base di rianimazione cardiopolmonare. “Manca la conoscenza su come mantenere in vita una persona dal momento dell’attacco alla defibrillazione, che in genere coincide con l’arrivo dell’ambulanza. In 7 minuti si è già perso il 50% dei pazienti in arresto cardiaco – rivela il dottor Doni -. Il tentativo è di accorciare quei tempi che sono comunque da riempire. Quindi, insegnare a quante più persone possibili la rianimazione cardiopolmonare cardiaca per mantenere le funzioni vitali”.

Semplici ed elementari corsi di formazione, per permettere alla popolazione di essere formata e anche salvata, e dare ai cittadini le competenze per utilizzare al meglio un dae. “Pensiamo di iniziare i corsi prima dell’estate – annuncia la presidente del consorzio Gianfranca Duca -. Questo progetto rispecchia la nostra mission di servizio alla comunità. Siamo felici di aderire a questa proposta che va a implementare una rete di presidio e salute sul territorio”.

Gli uffici comunali stanno ora procedendo all’individuazione dei punti di installazione più idonei per i defibrillatori che verranno anche opportunamente segnalati. “Con questa donazione abbiamo un incremento di circa il 20% di apparecchiature salvavita presenti in città. Ma il valore del progetto è dare avvio a una formazione integrativa, coinvolgendo il terzo settore e la popolazione. Pensiamo solo cosa significherebbe se i commercianti fossero formati per manovre di questo genere – sottolineano il sindaco Giacomo Ghilardi e l’assessore alla Persona Riccardo Visentin -. Come amministrazione ci prendiamo l’impegno di continuare il progetto di Città Cardioprotetta, oltre questa collaborazione. Oggi abbiamo installato 50 dae. Questi nuovi potranno essere sistemati negli spazi pubblici, nelle sedi di associazioni o nelle parrocchie”.  

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