Solo l’intervento dei pompieri ha posto fine all’incubo della giovane mamma
Solo l’intervento dei pompieri ha posto fine all’incubo della giovane mamma

Milano - "E’ stato un incubo. Sono rimasta chiusa dentro quell’ascensore per un’ora, con la mia bambina di due anni, e tre amici. Davanti avevamo il muro, c’era un caldo asfissiante, la mia piccola era bagnata di sudore. Mi sono fatta forza per lei, mi sentivo svenire". Lo racconta Martina Riggio, ventunenne, che venerdì sera si è ritrovata in trappola, dentro la cabina andata fuori uso all’improvviso al capolinea del metrò della linea rossa Bisceglie. "Una situazione inaccettabile, sporgeremo denuncia alle forze dell’ordine", evidenzia la mamma Daniela D’Amicis, che non appena ha ricevuto la telefonata d’allarme della figlia si è precipitata alla stazione.

"Da quanto tempo non veniva effettuata manutenzione? Perché non sono stati chiamati subito i vigili del fuoco? In quello spazio striminzito c’erano quattro ragazzi poco più che ventenni e una bambina piccola. Per fortuna non è capitato nulla di grave: ma ci si può affidare alla sorte?". Atm fa sapere che "il blocco è stato causato da un guasto all’impianto" e spiega che "l’agente di stazione si è attivato subito". Tra quando ha ricevuto la segnalazione, "alle 23.03", e il momento in cui i pompieri sono riusciti ad aprire le porte ("alle 23.52"), sono trascorsi 50 minuti. "A me è sembrata un’eternità", dice Martina. I ragazzi, due maschi e due femmine, hanno preso l’ascensore "alle 22.50 - dice la giovane -. Una di noi doveva cambiare direzione e la stavamo accompagnando in banchina. Ma la cabina si è fermata tra il piano -1 e -2. Abbiamo chiesto aiuto tramite il pulsante di emergenza e ha risposto l’agente di stazione che ha poi tentato di far ripartire l’impianto. Noi stavamo sempre peggio, perché eravamo addossati, senza aria e pure al buio. Fortunatamente avevamo acqua, ghiaccio e cibo. Ma la mia bambina era bagnata di sudore". 

Atm sottolinea che "l’agente ha effettuato la manovra per azionare la cabina e farla arrivare al piano. Ma, una volta al piano, non si aprivano le porte. Alle 23.20 ha contattato la sala operativa, che ha avvisato i vigili del fuoco, arrivati sul posto alle 23.35. Alle 23.52 sono riusciti ad aprire le porte". Martina continua: "Eravamo nel panico. Una mia amica ha chiamato suo padre, dicendogli che eravamo bloccati. Poi io ho fatto la stessa cosa con mia madre. Per fortuna i cellulari funzionavano. Solo con l’intervento dei pompieri l’ascensore si è mosso. Poi ci sono voluti altri 20 minuti per aprire le porte". Mamma Daniela aggiunge che "io ho chiamato i vigili del fuoco e non sapevano nulla. Ma se mia figlia fosse stata sola e senza telefono, che sarebbe successo? I pompieri hanno dovuto rompere le porte per liberare i ragazzi e la bimba". A Bisceglie è quindi arrivata un’ambulanza ma nessuno ha avuto bisogno del trasporto in ospedale. "Abbiamo però passato una notte agitata. La mia piccola - conclude la ventunenne - non ha neppure dormito. Siamo ancora scosse".