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24 mag 2022

Cervelli dell’IT poco fedeli Ecco il perché

24 mag 2022
ruben
Cronaca

Ruben

Razzante*

Quando si parla di fuga di cervelli dall’Italia verso i lidi stranieri si fotografa un fenomeno che è trasversale a diversi comparti lavorativi. Ma a parte l’esodo oltre i confini nazionali, si registrano altre tendenze per quanto riguarda soprattutto i dipendenti del settore Information Technology (IT), poco fedeli alle aziende per le quali lavorano. Secondo quanto emerge dal Global Labour Market survey di Gartner, la divisione IT è quella a più alto tasso di abbandono, con solo il 29,1% dei dipendenti a livello mondiale che dichiara una forte volontà di rimanere con l’attuale datore di lavoro. Rispetto a chi ricopre altre funzioni, per i dipendenti IT l’intenzione di rimanere "dove sono" è inferiore del 10,2%: è il dato più basso tra tutte le funzioni aziendali. A voler cambiare più spesso sono soprattutto gli under 30. Anche queste cifre sono figlie della spinta alla digitalizzazione impressa dalla pandemia, che ha accresciuto le esigenze di servizi informatici per le aziende e, conseguentemente, la richiesta di competenze in quel settore. Le offerte in costante aumento fanno sì che le aziende non riescano a trattenere i talenti a causa di stipendi inadeguati o della scarsa valorizzazione delle risorse. Il Gartner Global labour market survey è stato condotto nel quarto trimestre del 2021 fra oltre 18.000 dipendenti di 40 Paesi, inclusi 1.755 dipendenti della funzione IT. Secondo un sondaggio Gartner del 2021 svolto su 3.000 dipendenti di vari settori, funzioni e aree geografiche, il 65% dei dipendenti IT ha affermato che lavorare in modo flessibile influirà sulla decisione di rimanere nell’organizzazione: politiche di lavoro più elastiche e incentrate sull’uomo possono infatti ridurre le difficoltà e aumentare le prestazioni. Per Gartner vanno riconsiderati presupposti obsoleti come l’orario di lavoro, la centralità dell’ufficio e la cultura delle riunioni.

*Docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano

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