Caso Salis, la Procura ungherese chiede la consegna di Gabriele Marchesi: “Deve stare in cella qua”

Lo scorso 13 febbraio la Corte d’Appello di Milano aveva negato l’estradizione, chiedendo strumenti alternativi rispetto al mandato europeo. La risposta negativa della procura

Gabriele Marchesi ( a destra) è accusato con Ilaria Salis

Gabriele Marchesi ( a destra) è accusato con Ilaria Salis

Milano, 14 marzo 2024 – L'"arresto e la custodia" in Ungheria di Gabriele Marchesi sono "ragionevoli" perché "è emerso un fondato sospetto" che il giovane appartenete all'area anarchica "abbia commesso tre volte il tentato reato di lesione personale potenzialmente letale", di cui una "come coautore" e due "come complice".

Sono queste le motivazioni della Procura Generale dell’Ungheria in risposta alla Corte d’Appello di Milano per quanto riguarda la condizione di Gabriele Marchesi: il 23enne di Milano è imputato insieme ad Ilaria Salis nel procedimento sui presunti scontri a Budapest dell’11 febbraio 2023, in occasione del Giorno dell’onore.

Lo scorso 13 febbraio la Corte d’Appello di Milano aveva negato l’estradizione, mantenendo il provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari su Marchesi. La Corte d’Appello aveva chiesto alle autorità ungheresi di verificare la possibilità di "strumenti" alternativi al mandato d'arresto europeo, come i domiciliari in Italia, sospendendo la consegna.

Oggi però l’Ungheria chiede all’Italia che venga consegnato e che rimanga in carcere in Budapest, sottolineando che solo con la "sua consegna e l'arresto sarebbe possibile garantire" che Marchesi "sia a disposizione delle autorità" e sia presente in particolare "agli atti procedurali".

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