Gli ospiti giocano a biliardino nell'area comune (NewPress)
Gli ospiti giocano a biliardino nell'area comune (NewPress)

Milano, 21 luglio 2018 - Propizio è avere ove recarsi. Ma non sempre il tetto sopra la testa è quello della propria abitazione privata. Gli affitti, poi, hanno prezzi alle stelle. Per fortuna studenti, lavoratori e pensionati, da oltre 50 anni, possono trovare rifugio alla Casa del Giovane Lavoratore di via Caterina da Forlì al 19. Una palazzina all’interno del don Orione che offre per 11 mesi (ad agosto è chiuso per sanificazione) 112 posti letto. La struttura nasce nel 1963 per iniziativa del cardinal Montini, futuro Papa Paolo VI. «All’inizio accoglievamo emigrati dal Sud. L’utenza adesso si è diversificata, ma il servizio è il medesimo: un alloggio a chi, per i motivi più diversi, non può accedere alle normali strutture alberghiere» racconta il direttore, Marco Pirotta, 58 anni ed ex manager progettista (anche per la Ferrari), che ci accompagna a visitare i sei piani dello stabile.

Al seminterrato c’è la cucina, il refettorio e la lavanderia. La Casa non è un albergo, il cibo lo si prepara da soli usando piastre ad induzione. Quello che si compra al supermercato lo si mette in frigo. C’è lo sguardo delle telecamere. Perché ovviamente vige il divieto di rubare. Con dei distinguo: «Chi sottrae due wurstel a un altro ospite perché non mangia da 48 ore riceve un richiamo, non l’espulsione». Che scatta in automatico quando si porta una donna nella propria camera, per droga o a causa della prepotenza: «La legalità è un nostro punto fermo» dice il responsabile, che sa essere uomo di cuore quanto di polso.

Il piano terra è spazio comune dove c’è Internet, terrazza, televisione, angolo studio e Cappella. Gli altri quattro piani ospitano le camere: 17 stanze quadruple, nei primi due piani (a 260 euro a persona) e 22 doppie (il prezzo sale a 340 euro). Singole non esistono. Ciascuna è equipaggiata con scrivania e armadio. Incluso nel costo cambio di lenzuola e pulizia.

Nell’anno a cavallo fra settembre 2015 e luglio 2016 (il dato più recente disponibile) si sono registrate 229 persone per un totale di 35.882 presenze (ogni utente che soggiorna una notte è una presenza). Gli ospiti sono per il 25% universitari, uno su quattro, il 30% lavoratori regolari. Anche del mondo della scuola o degli ospedali. Il 30% ha un contratto temporaneo o è stagista. Sono 8.630 le presenze totalizzate da residenti di Milano (24%). A seguire i siciliani con 6179 presenze (17%), i campani (4018, 11%) e i pugliesi (3178 ingressi, 9%). Dal resto della Lombardia il 7% dell’utenza (2585). Gli stranieri sono solo 5% (2203).

Più della metà degli ingressi (18884) è di giovani sotto i 29 anni. Poi ci sono 6946 presenze di trentenni. I 40enni ne hanno accomulate 7165. Anche padri separati. «Al momento sono 17, il 15% dell’utenza. Compresi manager che lasciano la casa alla moglie e devono tirare fuori il mantenimento». Il 15% è over 55. La struttura è sold out per dieci mesi all’anno, tranne a luglio. Il soggiorno medio è di quattro mesi. Ma c’è chi è qui da 6 anni. «Situazioni che noi cerchiamo di evitare. Sono il primo ad essere consapevole che la Casa non è la soluzione più degna in assoluto. Una persona ha diritto a qualcosa di più che dormire in una stanza con sconosciuti invece che con la donna che ama» dice Pirotta.