NICOLA PALMA e MARIANNA VAZZANA
Cronaca

Rogo in casa di riposo: ignorati i divieti anti-fumo nelle stanze? Il video shock

Un filmato senza audio riprende un anziano con la sigaretta fra le dita: sarebbe stato girato nella Virgilio Ferrari, struttura gemella di quella coinvolta dal rogo fatale a sei persone

Un frame del video: l'anziano ospite della Virgilio Ferrari con la sigaretta in pugno

Un frame del video: l'anziano ospite della Virgilio Ferrari con la sigaretta in pugno

Milano – La sigaretta nella mano sinistra. Il tubicino dell’ossigeno nella narice. L’anziano ha un’espressione corrucciata, di chi sta subendo una reprimenda da parte di un interlocutore fuori inquadratura: sembra dire "Faccio come voglio". Il filmato senza audio, inviato al Giorno da fonti interne alle due residenze per anziani del Corvetto, mostra un uomo che sta fumando all’interno di una stanza che, stando a più verifiche, dovrebbe appartenere alla struttura "Virgilio Ferrari" di via dei Panigarola, quella gemella della "Casa per Coniugi" dove venerdì notte si è sviluppato l’incendio che ha ucciso sei ospiti.

Filmato da analizzare

Un filmato che assume ancor più rilevanza perché, stando ai primi accertamenti investigativi, sarebbe stato proprio un mozzicone non spento nella stanza 605, al primo piano di via dei Cinquecento 19, a generare il disastroso rogo costato la vita a Nadia Rossi, Laura Blasek, Annamaria Garzia, Mikhail Duci, Loredana Labate e Paola Castoldi.

Un filmato che evidenzia anche il malfunzionamento dell’impianto di rilevazione fumi, visto che la sigaretta accesa non genera allarmi. E proprio per far fronte "alle problematiche agli impianti di rilevazione fumi" il gestore Proges aveva disposto la presenza (in entrambe le strutture) "di un addetto di una azienda specializzata nella lotta antincendio", come riportato in bacheca. La notte del disastro, l’addetto sarebbe stato notato da un’operatrice che era di turno al secondo piano.

La testimonianza

“L’ho visto passare come un fulmine insieme alla custode", ha riferito ai colleghi nei giorni successivi. "Mi hanno chiesto dove fosse la stanza della signora Rossi". Nadia Rossi della stanza 605 che stando a quanto emerso ha chiesto aiuto chiamando la custode con il suo smartphone perché la sua camera stava prendendo fuoco e i pulsanti di fianco al letto erano “muti“.

L’operatrice ha risposto che la camera si trovava al primo piano. Nel nucleo 6. Poi ha guardato il telefono: era l’1.08. E mentre ricominciava il suo giro di perlustrazione ha notato il fumo provenire dal piano di sotto. "Sentivo i colleghi urlare, chiedevano di portare asciugamani bagnati e di aprire le finestre". E tutti si sono attivati per mettere in salvo le persone. Una corsa contro il tempo.