La caserma Montebello a Milano e il giovane Andrea Vizzi
La caserma Montebello a Milano e il giovane Andrea Vizzi

Milano, 13 febbraio 2018 - Un colpo di mitraglietta PM12 al torace. Un carabiniere resta a terra, esanime. Morirà in ambulanza, nell’ultimo estremo tentativo di salvarlo, dopo 40 minuti di manovre di rianimazione non andati a buon fine. Si chiamava Andrea Vizzi, aveva 33 anni ed era originario di Corigliano d’Otranto in provincia di Lecce. Celibe, senza figli. Era stato promosso appuntato, era approdato a Milano dalla stazione di Arese, della compagnia di Rho, e faceva parte delle Api, le Aliquote di primo intervento pronte a diventare “scudo” per rispondere ad eventuali attacchi di terrorismo. E stava di stanza alla Caserma Montebello di via Vincenzo Monti che ieri, proprio durante un’esercitazione, si è trasformata in teatro di tragedia. Il colpo sarebbe partito accidentalmente da una M12, una mitraglietta, imbracciata da un collega di 46 anni della sua stessa squadra.

DRAMMA Andrea Vizzi, 33 anni, nato a Corigliano d’Otranto in provincia di LecceTutto è successo nell’area della caserma riservata alle esercitazioni, ricavata al piano -2. Un posto che, a vederlo, pare il garage di un centro commerciale. Un posto familiare ai carabinieri che ogni giorno si esercitano: formalmente addetti al Radiomobile, coloro che fanno parte delle Api si concentrano proprio ad addestrarsi per essere pronti a rispondere ad eventuali attacchi terroristici. Ogni giorno, appunto. Suddivisi in squadre da 3 o da 5 persone. Vizzi era coi suoi colleghi ieri, come sempre. Tutto liscio, finché un colpo non ha fatto tremare i muri. Un colpo? Non sarebbe dovuto partire. Perché l’esercitazione era “in bianco”, significa senza armi cariche e senza giubbotti antiproiettile. Eppure il colpo è partito, da una M12 imbracciata da un collega di Vizzi, un vicebrigadiere 46enne, arrivato alla Montebello dopo una lunga esperienza tra Radiomobile e Nucleo investigativo. Un militare molto esperto e preparato, insomma. Ora bisognerà capire cosa sia successo: i rilievi degli investigatori sono partiti già nella serata di ieri per accertare dinamica ed eventuali responsabilità.

Vizzi è crollato a terra, dopo lo sparo. Preso in pieno all’emitorace destro. Immediata la richiesta di soccorso. Poi l’arrivo dell’ambulanza, il tentativo di rianimazione durato 40 minuti. Infine il trasporto alla volta del Policlinico, dove Vizzi non è mai arrivato perché morto a bordo dell’ambulanza, mentre il collega di 46 anni veniva invece trasportato in codice verde al San Carlo, in stato di choc. Sconvolti tutti gli altri colleghi, mentre in via Vincenzo Monti si sono precipitati gli alti vertici dell’Arma, dal comandante provinciale, colonnello Luca De Marchis, al comandante del reparto operativo, il tenente colonnello Antonio Montanaro. «L’intera Arma dei Carabinieri si stringe compatta attorno ai familiari di Andrea Vizzi, ai quali esprime il più sentito cordoglio», la nota del Comando generale.