Giorgio Pietrostefani
Giorgio Pietrostefani

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Milano, 29 aprile 2021Tra i sette ex brigatisti arrestati in Francia su richiesta dell’Italia ci sono nomi che hanno segnato la stagione del terrorismo e delle stragi tra Milano e Bergamo. Guido Salvini è il giudice che si occupò, fra l’altro, dell’omicidio di Antonino Custra, il vicebrigadiere ucciso a Milano nel maggio 1977 durante una manifestazione della sinistra extraparlamentare, che vide tra i responsabili Raffaele Ventura, sfuggito ieri alla cattura. "Mi sorprende che Ventura si sia reso latitante perché negli anni si era apertamente dissociato e si era reinserito nella società francese. Lavorava, aveva rapporti con molte persone, mi sembrava più naturale, dopo tanti anni, un confronto con la giustizia italiana". Così il giudice milanese Salvini sulla fuga dell’ex militante delle Formazioni Comuniste Combattenti, destinatario di un ordine di arresto internazionale, sfuggito alla cattura della polizia francese. Una riflessione Salvini la fa anche sugli altri ex terroristi condannati. Il nome forse più noto è quello di Giorgio Pietrostefani, la cui vita è legata a una delle pagine più buie della storia d’Italia, quella dell’omicidio del commissario Luigi Calabresi.
"Gli ex terroristi anche grazie ai benefici della dissociazione e a quelli previsti dall’ordinamento penitenziario, non sono stati sepolti in uno Spielberg - dice - tutti in libertà, reinseriti nella vita civile con tempi e modi che non suonano come persecutori, ma che semmai hanno causato proteste dei parenti delle vittime" E ancora: "Se non fosse evaso anche Cesare Battisti sarebbe libero. Ha iniziato invece ad espiare un ergastolo a più di sessant’anni. Ma, senza infierire su un uomo in catene e ormai malmesso, è stata una scelta sua. Ci vorranno molti anni prima che possa chiedere qualche minimo beneficio. Se sarà meno sprezzante e dimostrerà di essere almeno un po’ cambiato".
Per Salvini la cattura di Battisti aveva poco da dirci sulle pagine rimaste ancora oscure degli anni di piombo, mentre ci sono altri ex terroristi che potrebbero chiarirci meglio le storie tragiche di cui sono stati protagonisti. "Giorgio Pietrostefani, condannato per l’omicidio Calabresi, ha vissuto protetto in Francia. Dell’omicidio Calabresi - continua - nonostante le condanne, non si sa tutto, non si conosce se non in parte come fu deciso e organizzato e nemmeno tutta la fase esecutiva. Pietrostefani è a conoscenza di quei segreti e ora che tornerà in Italia potrebbe rivelarli. Non dimentichiamo - aggiunge - che quello del Commissario non fu un crimine qualsiasi, è stato il primo omicidio politico, legato a piazza Fontana e ideato prima ancora che iniziasse il terrorismo con i suoi crimini seriali".