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7 lug 2022

Bando moschee del Comune Il Milan Muslim Center va al Tar

L’associazione di via Cavalcanti contesta l’esclusione

7 lug 2022

 

Il “Milan Muslim Center“ (Centro musulmano di Milano), l’associazione che, nonostante una sentenza avversa, gestisce ancora il luogo di culto di via Cavalcanti, ha presentato un ricorso al Tar contro l’esclusione dal bando con il quale il Comune ha assegnato le aree dove sarà consentito realizzare nuove moschee. Nel dettaglio, il bando di Palazzo Marino ha messo a disposizione due aree, quella di via Marignano e gli ex bagni pubblici di via Esterle. Il termine per la presentazione dei progetti e delle offerte economiche è scaduto il 30 maggio. Per l’area di via Marignano non ci sono state candidature, per quella di via Esterle ne sono state avanzate due, una dalla dalla Casa della Cultura Mussulmana di via Padova 144 e l’altra dall’associazione Milan Muslim Center. A spuntarla è stata la Casa della Cultura Mussulmana di via Padova. "La nostra – fa sapere Mozibur Rahman in rappresentanza del Muslim Center – è stata esclusa con la motivazione di non aver effettuato il sopralluogo dell’immobile e di non aver tra i suoi scopi statutari il culto". Da qui il ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Lombardia con annessa la richiesta di essere riammessa alla gara. Nel comunicato diramato ieri si legge: "Abbiamo presentato un’offerta ed un progetto sia culturale che architettonico per l’immobile di via Esterle ma l’amministrazione comunale ci ha escluso dal bando senza valutare né l’offerta tecnica né quella economica, sostenendo che la nostra associazione non riporta in statuto la finalità di culto e che non abbiamo realizzato il sopralluogo indicato come requisito necessario. Per questo motivo abbiamo presentato un ricorso al Tar chiedendo di essere riammessi alla gara, affinché la nostra proposta possa essere valutata ed essere confrontata alle altre in modo che venga scelto il progetto migliore nell’interesse della nostra comunità, del Comune e di tutta la cittadinanza".

Giambattista Anastasio

 

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