Milano, 25 marzo 2019 - Ius soli e diritto di cittadinanza. Dopo il botta e risposta dei giorni scorsi con il sindaco di Milano Beppe Sala, il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini è tornato  sull'argomento. "Non vedo l'ora che tanti ragazzini compiano 18 anni per fare parte della nostra meravigliosa comunità - ha detto-. La cittadinanza arriva alla fine dei un percorso, è una cosa seria: si può dare per motivi eccezionali, io stesso ne ho firmate per motivi eccezionali, però la legge è questa e non si tocca". E ancora: "Ribadisco che l'Italia è il Paese europeo che concede più cittadinanze con la normativa vigente, quindi non si capisce la necessità di fare scorciatoie".

Per quanto riguarda Ramy, uno degli studenti che ha allertato le forze dell'ordine durante il dirottamento del bus sulla paullese, ha proseguito: "Conto di incontrarlo a telecamere spente, perché fare "Carramba che sorpresa" o il Fabio Fazio di turno a suon di milioni  non mi interessa. Incontro lui e la sua famiglia". Sulla concessione della cittadinanza al 13enne Salvini ha poi detto: "Stiamo approfondendo tutte le tematiche connesse alla concessione di una cittadinanza che è una cosa seria. Son cose che un ministro deve approfondire prima di venirlo a raccontare alla stampa. Detto questo chiunque mi dica che va cambiata la legge, può avere 13 anni o 83 anni, non è nell'agenda del Governo". A chi ha accusato il ministro di aver 'fatto il bullo' per rispondere al ragazzino, Salvini ha infine risposto: "Non bullizzo nessuno, Ramy è come fosse mio figlio e se immaginaste cosa dico a mia figlio di 6 anni... Difendo da chi bullizza, da chi strumentalizza un ragazzino di 13 anni per far politica come i 'tristi' della sinistra".

Il sindaco Sala ha nuovamente colto l'occasione di ribadire la sua idea: "Sullo ius soli io ritengo giusto che il Parlamento avvii il dibattito meglio se non dopo un fatto emozionale come questo".  Anche la sinistra, ha ammesso Sala, non lo ha approvato quando era al governo e quindi sta "nella sua responsabilità non essere andati fino in fondo nel riconoscimento di un diritto". "Ribadisco la mia posizione, lo ius soli è un tema da affrontare. Do per scontato che il ministro Salvini non la veda così - ha aggiunto - Mi pare una questione importante, in tanti ci vogliono mettere il cappello. Tanti mi hanno invitato a dare la cittadinanza a Ramy, ma non è questo il tema: è un ragazzo straordinario, ma sarebbe una strumentalizzazione. Invece parliamo di un tema che è di tantissimi ragazzi".