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3 mag 2022

Attacco alla sanità lombarda: "Dagli hacker nessuna richiesta. Comunque noi non paghiamo"

La Regione sull’attacco senza precedenti all’Asst Fatebenefratelli-Sacco. Continua il lento ripristino del sistema 

giulia bonezzi e nicola palma
Cronaca
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Hacker

Milano, 4 maggio 2022 - La sera del terzo giorno dopo l’attacco hacker senza precedenti che ha messo fuori uso i sistemi informatici dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco, una delle tre aziende sociosanitarie pubbliche di Milano con quattro ospedali più 33 sedi distaccate che coprono cinque dei nove Municipi, l’unica certezza è che il ripristino dell’infrastruttura digitale, operazione complessa e delicata anche per le trappole che possono essere state seminate dagli hacker, sta dando i primi risultati concreti: oggi, spiega la direttrice sanitaria Lucia Castellani, al Fatebenefratelli, al Macedonio Melloni e al Buzzi potranno ripartire gli esami di diagnostica per immagini, in particolare le Tac, prenotati da pazienti esterni che erano stati sospesi, mentre "le urgenze e le necessità interne sono state sempre garantite". Al Sacco invece si lavora soprattutto per rimettere on line il laboratorio d’analisi, che in tutti i presidi è il "cuore" dal quale può riprendere il funzionamento a pieno regime sia dei pronto soccorso sia dei prelievi per l’utenza esterna, che sono ancora bloccati. Intanto le indagini sull’attacco "ransomware" all’Asst che contiene il Sacco, ospedale degli Infettivi diventato famoso in tutto il mondo durante la pandemia, affidate alla Polizia postale e all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, vanno avanti nel riserbo. Formalmente l’assessorato al Welfare continua a negare che siano arrivate richieste di riscatto: "Dopo il tentativo di hackeraggio, bloccato immediatamente grazie al pronto intervento dei tecnici dell’Asst supportati in seguito da quelli di Aria e della Polizia postale, non si hanno evidenze di violazioni di dati sensibili e non ci sono state richieste concrete di 'riscatto'". A quanto Il Giorno apprende, i tecnici dell’ospedale non si sarebbero spinti ad aprire il file che poteva contenere le indicazioni lasciate dagli hacker per concludere il "ransomware", chiarendo cosa volessero in cambio delle "chiavi" della serratura del sistema che avevano cambiato. Ora tutto è ...

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