L’Arena  come si presentava nel 1870
L’Arena come si presentava nel 1870

Milano, 27 novembre 2016 - Nella storia di Milano compaiono due anfiteatri: l’impianto romano sorto nel I secolo tra le attuali via De Amicis e Conca del Naviglio, del quale rimagono pochi ACQUISTO L’Arena come si presentava nel 1870, quando fu acquistata dal Comune. Sotto, una naumachia in una stampa colorata dell’epocaWEST Buffalo Bill con il leggendario capo sioux Toro Seduto, col quale venne più volte in Europa per il suo spettacolo circense “Wild West Show“, al quale partecipava anche la famosa tiratrice Annie Oakleyresti, e quello voluto da Napoleone nel primo decennio dell’Ottocento a ridosso del Castello Sforzesco, nell’attuale viale Byron. Proprio “Anfiteatro” era il primo nome di questo, costruito in soli due anni nel quadro del riordino dell’area del Castello e inaugurato il 17 dicembre 1807 alla presenza dello stesso Grande Corso. Noi lo conosciamo come Arena Civica, nome che prese nel 1870, quando venne acquistato dal Comune. Ma nel 2002 doveva di nuovo cambiare nome con l’intitolazione al giornalista sportivo Gianni Brera. Stiamo dunque parlando dell’Arena Civica “Gianni Brera”, che ha dunque più di 200 anni di storia.

La pietra di cui è fatta l’Arena è anch’essa intrisa di storia, visto che il materiale di costruzione proveniva dall’abbattimento delle fortificazioni spagnole dello stesso Castello e dagli avanzi del castello di Trezzo sull’Adda. Napoleone, si sa, guardava alla classicità romana, e l’architetto incaricato, Luigi Canonica, si rifece nel suo progetto al circo di Massenzio fuori Roma, lungo l’Appia Antica. L’Arena, di forma ellittica, lunga 238 metri e larga 116, all’origine conteneva 30 mila spettatori (oggi rinnovata, 10 mila). I lavori ancora proseguivano - fino al 1813, per il completamento dell’arco di ingresso -, e in vista dell’inaugurazione la grande conca venne allagata per una grandiosa naumachia, spettacolo raffigurante una battaglia navale. Sempre con la mente ai romani, che a partire da Giulio Cesare - il primo a volerne una nel 46 a.C. a Campo Marzio - si divertivano da matti con queste cose, Napoleone in tribuna si sentì certo appagato. Così, durante la Repubblica Cisalpina e il Regno d’Italia, l’Arena ospitò prevalentemente, naumachie, corse di cavalli e giochi pirotecnici. Nell’Ottocento, si apre alle feste e agli spettacoli circensi, alle ascensioni in pallone aerostatico, al pattinaggio invernale. Nel 1894 e 1906, l’Arena ospita nientemeno che Buffalo Bill e il suo “Wild West Show” con 500 cavalli e 800 uomini, itinerante tra America ed Europa e forse accompagnato anche a Milano dall’infallibile tiratrice Annie Oakley e il capo sioux Toro Seduto.

Nell'estate 1895, l’Arena apre agli sport moderni con i campionati italiani di ciclismo. E il 15 maggio 1910 ospita l’esordio della nazionale italiana di calcio, che batte 6-2 la Francia. Su quel prato e quella pista segue un lungo periodo di primati in varie discipline: quello di Luigi Beccali sui 1500 metri, di Adolfo Consolini nel lancio del disco, di Carlo Lievore nel lancio del giavellotto, di Marcello Fiasconaro negli 800 metri. Vi corse anche Pietro Mennea, che il 2 luglio 1977 vi batté sui 200 il giamaicano Don Quarrie in 20”11. Tornando indietro, è da ricordare come nei primi decenni del Novecento l’Arena divenisse il campo del calcio milanese, alternativamente dell’Inter e del Milan dal 1930 al 1958. L’ultima partita vi fu disputata dall’Inter il 10 dicembre contro i francesi del Lione per la seconda edizione della Coppa delle Fiere, vincendo 7-0. Sede del club rugbistico Amatori Milano dal 2010 al 2011, oggi l’Arena è il campo della terza squadra di calcio di Milano, il Brera, e sede dell’Atletica Riccardi. Un anfiteatro che in fatto di sport la sa proprio lunga.