Edoardo Pricca
Edoardo Pricca

Milano, 21 dicembre 2017 - Un giro di sostanze proibite nelle palestre. Un bodybuilder con simpatie di estrema destra. E un’inchiesta tutt’altro che chiusa. Sono gli ingredienti della vicenda che ha coinvolto lo scorso weekend Edoardo Pricca, personal trainer e massoterapeuta già candidato nelle liste di Forza Nuova nonché indagato per una serie di blitz non autorizzati durante la campagna elettorale per le Amministrative del 2011.

Tutto inizia la notte tra il 15 e il 16 dicembre. Alle 4, la centrale operativa dei carabinieri invia due gazzelle del Radiomobile in zona Lambrate: è stata segnalata una lite tra conviventi. Quando i militari arrivano sul pianerottolo, trovano ad accoglierli la compagna di Pricca: «Non vi preoccupate, tutta colpa mia: andate pure», le rassicurazioni. La donna tradisce ansia e agitazione. E così i carabinieri la convincono a farli entrare in casa. In effetti, è proprio il 26enne originario di Cernusco sul Naviglio ad aver avuto la peggio: segni di percosse al volto e perdita di sangue dalla bocca. Niente di grave, Pricca rifiuta le cure mediche. E comunque non è quello ad attirare l’attenzione degli investigatori, bensì la presenza di alcune fiale sospette su un mobile della sala. Scatta la perquisizione: altri contenitori vengono rinvenuti e sequestrati tra bagno, comodini e armadio nell’anticamera della stanza da letto. Non basta. I militari trovano pure un’agenda in cui sono segnati appuntamenti e sigle di nomi con sostanze da assumere e dosaggio.

Di che sostanza si tratta? Nandrolone, a una prima analisi effettuata dagli esperti del Nucleo antisofisticazioni (Nas). Cioè uno dei più noti steroidi anabolizzanti assunti da chi pratica il body building: inserito nel 2010 dal Ministero della Salute nella tabella II sezione A delle sostanze stupefacenti e psicotrope, è a tutti gli effetti doping e non può essere commercializzato se non dietro prescrizione medica e comunque solo in farmacia. In caserma, Pricca, assistito dall’avvocato Francesco Tucci, conferma tutto. Racconta delle sue partecipazioni a manifestazioni di bodybuilding dal 2012 (delle quali si trova traccia sui suoi profili social). E racconta pure che dal 2013 utilizza «farmaci e steroidi anabolizzanti per incremento della sua resa». Di più. Spiega di avere un «pacchetto clienti» di circa 40 persone, di cui una decina tra atleti e aspiranti tali nel campo del culturismo agonistico; ad alcuni di loro, aggiunge, fornisce periodicamente anabolizzanti guadagnandoci il 10% sul venduto.

Come se li procura? On line, su tre siti specializzati con dominio estero, e pare da un conoscente che frequenta una palestra in zona corso XXII Marzo. Pricca viene arrestato e portato in carcere, in attesa dell’udienza di convalida. Ora è fuori, come lui stesso ha fatto sapere ieri pomeriggio ai suoi amici con un post su Facebook: «Mi aspettano mesi difficili, però il calore e l’affetto di chi mi conosce e di chi mi vuole bene mi dà tutta la forza che mi serve per ergermi in piedi sopra le rovine pronto a ricostruire quel mondo che hanno tentato di farmi crollare addosso». Dovrà rispondere di detenzione illecita di medicinali proibiti, uso personale e commercio di sostanze dopanti di provenienza nazionale ed estera. Pricca non è sconosciuto agli archivi di polizia: ha precedenti per reati contro la persona e manifestazioni abusive. Manifestazioni come l’irruzione nella sede Aler di viale Romagna del 14 aprile 2011. O come il raid al centro Pime di quattro giorni dopo durante il confronto pre-elettorale tra gli allora candidati sindaco Giuliano Pisapia, Letizia Moratti e Manfredi Palmeri davanti a una platea di 600 scout. Entrambe firmate Forza Nuova, di cui Pricca è stato anche candidato: alle Regionali del 2010 lo votarono in 9.