Gli esborsi per la rimozione di tonnellate di rifiuti e masserizie, il costo di riparazioni di tombini e di rappezzo strade danneggiate, le spese sostenute per fronteggiare, da subito o in prospettiva, il "rischio residuo" prodotto dai danni al reticolo idrico: bandi regionali maltempo in scadenza, prima tranche di schede di risarcimento sulla piattaforma del Pirellone. Per ora sono quelle degli enti pubblici, comuni in primis: in area Martesana, quelli alluvionati lo scorso 15 maggio.

Scadranno invece il 15 novembre i termini del bando caldo diretto ai privati, sui quali, insieme alla pioggia, quel giorno sono piovuti per la maggior parte i danni. Fra Bellinzago Lombardo e Gessate, Liscate, Masate e Cambiago, la zona rossa dell’esondazione della scorsa primavera, la conta era già partita nei giorni immediatamente successivi. Nei giorni scorsi sono già state inviate in Regione le schede, entreranno in un grande calderone di istanze di risarcimento, successive al riconoscimento dello stato di calamità della scorsa estate. Bellinzago il comune allora maggiormente colpito. "Per quello che ci concerne - spiega il sindaco Michele Avola - abbiamo già proceduto. Un primo check era stato compiuto mesi fa, nelle scorse settimane gli uffici hanno proceduto alla documentazione".
Numeri. "Quello maggiormente rilevante, per quel che riguarda quei giorni - spiega ancora il sindaco - è relativo alla raccolta dei rifiuti. Spendemmo oltre 80mila euro, Cem mise a disposizione un contributo di 20mila, per noi e per Gessate. Tolto ciò, direi una cifra complessiva di 150, 170mila euro per gli interventi sul patrimonio pubblico: rifiuti, un parapetto del Naviglio da ripristinare, strade danneggiate, in particolare la Padana superiore, tombini. Abbiamo riscontrato in seguito anche danni, non secondari, sul fronte degli impianti di alcuni edifici, anche scuole". I cittadini: "So che molti hanno già inviato le proprie istanze di risarcimento, altri lo faranno entro i termini. In prima battuta raccogliemmo direttamente le schede rasda: in questo caso ciascuno procede per suo conto". È stato dedicato in particolare al rischio residuo uno studio realizzato nei mesi scorsi, su indicazione dell’amministrazione comunale, dall’ufficio tecnico del comune di Liscate.

"Riguarda - spiega il sindaco Lorenzo Fucci - appunto i cosiddetti rischi residui lasciati in eredità dall’evento di maggio al nostro reticolo idrico minore: rogge, fossati, fontanili, canali, per il cui ripristino chiederemo fonti. Perché è vero che l’evento estremo non è spesso prevedibile. Ma situazioni locali critiche o irrisolte possono moltiplicare gli effetti". Anche qui un’istanza complessiva di 100 mila euro circa: "Da noi - così Fucci - i danni maggiori furono per i privati, e soprattutto per l’area produttiva e commerciale a nord della Rivoltana".