Aggredisce due agenti Polfer fuori dalla stazione Centrale, viene colpito a una spalla: cosa è successo a Milano

Mohamad Harga aveva una maglietta piena di pietre e un pezzo di marmo: prognosi di 60 giorni. Indagato per lesioni il poliziotto che ha esploso il colpo, ma la Procura ipotizza la legittima difesa

Il film dell’aggressione in Centrale

Il film dell’aggressione in Centrale

Milano – Un doppio raid in tre ore. Poi le minacce di morte agli agenti e il blitz con un pezzo di marmo in mano. La scarica di taser che non neutralizza la minaccia e il colpo di pistola esploso per bloccare l’avanzata dell’uomo esagitato, positivo a cocaina e cannabinoidi. La cronaca della seconda aggressione in 26 ore ad agenti di polizia, seguita a quella quasi costata la vita al viceispettore Christian Di Martino, è andata in scena ieri notte nell’area della Stazione Centrale. Con un antefatto.

Ore 23 di giovedì , siamo in piazza Duca d’Aosta. I militari dell’Esercito in presidio fisso a due passi dalla Mela di Pistoletto assistono a una rapina e chiedono l’intervento della Polfer: la vittima, un marocchino di 42 anni, viene accompagnata all’istituto clinico Città Studi, da cui si allontanerà prima di essere medicato; il presunto responsabile è un nordafricano senza documenti, che dalle impronte verrà identificato come Mohamad El Shaad Ali Harga, nato in Egitto il 20 febbraio 1987.

L’uomo viene denunciato per rapina e resistenza a pubblico ufficiale. Attorno alle 2, appena uscito dagli uffici della polizia ferroviaria, lo ritroviamo in strada: in piazza Luigi di Savoia, tra il parco recintato e le pensiline dei taxi. Inizia a danneggiare arredi urbani: ha trasformato la maglietta in una specie di fionda imbottita di pietre; e nell’altra mano tiene un pezzo di marmo divelto da una lastra. A fronteggiarlo, come mostrano anche le immagini di una telecamera, ci sono un assistente capo di 40 anni e un agente di 27. Il primo impugna un taser: attiva il meccanismo, prende la mira e spara i dardi per provocare la scarica.

Harga , a petto nudo, non va al tappeto, anzi scarta sulla destra tra le rastrelliere per le bici e tenta di avventarsi contro l’agente, che a quel punto esplode un colpo di pistola con l’arma di ordinanza. Il trentasettenne cade sull’asfalto, ferito alla spalla sinistra: operato al Niguarda per estrarre il proiettile, ha avuto una prognosi di 60 giorni. Il poliziotto che ha sparato è stato indagato dalla Procura per lesioni dolose aggravate, anche se il procuratore capo Marcello Viola e il pm Rosario Ferracane hanno già ipotizzato le scriminanti della legittima difesa e dell’uso legittimo delle armi; un’iscrizione tecnica per effettuare tutti gli accertamenti investigativi del caso.

L’egiziano è stato a sua volta denunciato per resistenza, violenza, oltraggio e minacce a pubblico ufficiale. Da quanto emerso, Harga, incensurato, è entrato in Italia per la prima volta a Reggio Calabria il 15 novembre 2021. La prima richiesta di protezione internazionale è stata inoltrata alla Questura di Ascoli Piceno il 27 gennaio 2022, ma l’uomo non si è mai presentato all’appuntamento con la commissione territoriale. Successivamente, ha avanzato una seconda istanza alla Questura di Belluno, con esito positivo e permesso per richiesta di asilo valido fino al 16 agosto 2024.