Milano, 13 luglio 2020 - L’agguato è andato in scena alle 21.20 di ieri alla fermata di via Valvassori Peroni angolo via Bassini dell’autobus 93, la prima dopo la partenza dalla vicina stazione di Lambrate. Il raid è stato velocissimo: gli aggressori, una decina, sono saliti sul mezzo pubblico e hanno puntato dritti contro un salvadoregno di 23 anni, che era in compagnia di tre amici; lo hanno circondato e e l’hanno colpito con quattro fendenti in rapida successione a torace, collo e schiena. Poi sono scesi dal bus e sono scappati prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Un raid premeditato che ha fatto subito pensare al mondo delle gang di latinos, anche se è ancora presto per sapere se il blitz violento sia maturato in quel contesto. Il primo a soccorrere il ferito è stato un giovane sudamericano che aveva preso la 93 insieme alla madre per andare a vedere la partita Napoli-Milan in un bar lì vicino: "Stavamo parlando di calcio – spiega al Giorno –. Alla fermata, è salito quel gruppo di sudamericani: lo hanno accerchiato e ferito, poi sono fuggiti. Io mi sono subito avvicinato per tamponare le ferite alla schiena". Poco dopo, sono arrivati sul posto i sanitari del 118: il ventitreenne è stato caricato in ambulanza e trasportato d’urgenza al San Raffaele. Nei primissimi minuti, le sue condizioni sembravano disperate, ma in tarda serata il quadro clinico è progressivamente migliorato.

In via Valvassori Peroni sono stati inviati anche i poliziotti dell’Ufficio prevenzione generale della Questura per raccogliere le testimonianze dei passeggeri e del conducente del mezzo pubblico (sul posto gli uomini della security di Atm). Il bus è stato passato al setaccio dagli agenti della Scientifica, a caccia di tracce utili che possano aiutare i colleghi della Squadra mobile, a cui verranno affidate le indagini, a identificare e rintracciare il branco di balordi. Lo sviluppo dell’inchiesta dipenderà molto dal profilo della vittima dell’aggressione, per capire se si sia trattato di un raid estemporaneo, magari legato a un litigio avvenuto poco prima, o se invece l’agguato vada inquadrato in un’ottica diversa, legata alla contrapposizione tra gang rivali di latinos. Un aiuto potrebbe arrivare anche dalle telecamere di videosorveglianza installate nella zona, a cominciare da quelle che coprono l’area dello scalo ferroviario di Lambrate.