Code all'Atm Point
Code all'Atm Point

Milano, 8 settembre 2019 - «È assurdo perdere mezza giornata così. Quando ho visto la fila che c’era in Duomo ho pensato di non rifare la tessera». Lo sfogo è di uno dei tanti cittadini in coda davanti agli ATM Point per abbonarsi ai mezzi pubblici con le tariffe del nuovo sistema integrato. Nelle quattro ore e mezzo di fila allo sportello della stazione di Cadorna ho toccato con mano le difficoltà dei cittadini nell’affrontare un’attesa per molti aspetti snervante. Alle 10 il serpentone di persone è già lungo, c’è troppa gente in fila e per questo non vengono più distribuiti i numeri per la prenotazione. Dopo circa mezz’ora la situazione si sblocca, il tabellone recita 108, il biglietto che ricevo indica 306. A un certo punto si crea fila anche davanti alle macchinette per la stampa delle fototessere, mentre si percepiscono i primi segnali di sconforto: c’è chi si siede per terra in attesa di ricevere il modulo da compilare, chi guarda distrattamente il telefono con il proprio numero di prenotazione in mano e chi si lamenta del fatto che «a settembre è sempre così».

«Ci sono persone che si mettono in fila per questioni che non c’entrano nulla, è questo il vero problema», spiega un ragazzo con l’aria di chi è lì da troppo tempo. Poco più avanti, un addetto all’assistenza cerca con pazienza di esaudire tutte le richieste dei cittadini, mentre ci si interroga sui possibili rimedi. Alcuni propongono di collocare degli sportelli direttamente nelle università, così da diminuire l’afflusso di studenti in quelli della metropolitana; altri chiedono l’aumento degli Atm point, anche temporaneamente, per facilitare lo scorrimento delle code. Una ragazza spiega di aver provato a prenotarsi sull’App, ma il sistema va a singhiozzo e, in caso di troppe richieste, si blocca. Una mamma visibilmente spossata si siede vicino ai suoi bambini. Davanti a loro, un ventilatore prova ad alleviare la fatica dell’attesa.

«C'è la possibilità di abbonarsi online – dice un ragazzo – ma la tessera arriva a casa in 10-15 giorni lavorativi e per chi deve prendere i mezzi pubblici tutti i giorni non sarebbe più conveniente». Nel frattempo le persone aumentano, alcune hanno un numero di prenotazione superiore al 500 e nascono i primi diverbi. Come nel caso di una signora che pretende di parlare con il direttore dell’Atm Point, dopo aver polemizzato con il funzionario di turno. Sono gli anziani a vivere il maggiore disagio, tanto che qualcuno rimpiange le vecchie care tabaccherie convenzionate.Alle 14.30 arriva finalmente il mio turno, raggiungo lo sportello indicato e in pochi minuti riesco ad abbonarmi, mentre le espressioni contrariate dei turisti sembrano chiedersi come possa accadere tutto questo a Milano.