SIMONA BALLATORE
Cronaca

A scuola in bicicletta “Cervelli al sicuro“ nel nome di Luca e di Michele Scarponi

La fondazione nata in memoria del ciclista scomparso nel 2017 entra in classe all’Einsten nell’anniversario della morte di Marengoni. Laboratori sulla mobilità e incontri con i genitori: la strada è di tutti.

A scuola in bicicletta “Cervelli al sicuro“ nel nome di Luca e di Michele Scarponi

A scuola in bicicletta “Cervelli al sicuro“ nel nome di Luca e di Michele Scarponi

Un anno fa la tragedia che ha scosso il liceo Einstein e Milano tutta: Luca Marengoni morì a 14 anni, travolto da un tram, mentre stava pedalando verso la sua scuola. Era un martedì, le lancette dell’orologio segnavano le 8.15 e Luca si trovava all’angolo con via Marcellino Ammiano, a una manciata di metri dall’aula. Non lo dimenticano professori e compagni che ieri, nel suo nome, hanno unito le forze con la Fondazione Michele Scarponi, con Upcycle Milano Bike Café e con il Municipio 4. Al centro la sicurezza stradale e la mobilità sostenibile: la Fondazione le promuove da quando è nata, in memoria di Michele Scarponi, ciclista professionista che il 22 aprile del 2017 ha perso la vita in un incidente stradale mentre si allenava per il Giro d’Italia. Il suo progetto educativo entra nelle scuole di tutta Italia e ieri è approdato a Milano. "In un giorno che ci riporta con la mente alla morte di Luca, una tragedia che ha segnato la scuola, gli studenti e il corpo docente, siamo qui con la volontà di parlare di sicurezza stradale, per creare una nuova cultura della mobilità nel nostro Paese – spiega Jara Vernarecci della Fondazione Michele Scarponi –. Upcycle Milano ha fatto da trait d’union perché conosceva già le iniziative che portiamo avanti e il nostro progetto scuola". Non è semplicemente un ciclo di incontri sulle regole stradali. “Cervelli al sicuro” è il titolo ideato dagli studenti per il format della Fondazione. "Gli educatori danno un approccio valoriale: la strada è di tutti, a partire dal più fragile", ribadiscono i promotori.

Si studiano insieme anche gli aspetti urbanistici, affacciandosi dall’istituto, analizzando il percorso casa-scuola, lavorando in piccoli gruppi. È un laboratorio sulla mobilità ma anche sugli aspetti sociali, ambientali, economici e sulle parole. Gli incontri vengono adattati in base alle esperienze delle scuole. Dopo il primo incontro con gli educatori e con Marco Scarponi, segretario generale e fratello di Michele, si tornerà in classe martedì 14 novembre, mercoledì 15 e la sera del 29 novembre per la restituzione alle famiglie. Il progetto è sostenuto economicamente dal Municipio 4 di Milano e sarà lanciata anche una raccolta fondi da Upcycle sabato e domenica, che sarà interamente devoluta alla Fondazione. "Crediamo che sulla strada non ci sono automobilisti, ciclisti, camionisti, motociclisti, ma ci sono le persone. Mamme, papà, figli, zii, nonne, cugini, fratelli e sorelle – sottolinea Marco Scarponi –. Ognuno di noi, sulla strada, deve pensare che l’altro fa parte di una società, di un gruppo, di una comunità. Non siamo cose, siamo persone, sogni, tatto, fiato, emozioni, futuro. La strada non deve essere un luogo pericoloso, ma di condivisione, di pace. Questo è quello che cerchiamo di trasmettere con il Progetto Scuola". "Tra gli studenti del liceo Einstein molti raggiungono ogni giorno la scuola in bicicletta, arrivando da diverse zone della città – ricordano dall’Einstein – . Dopo il tragico incidente che ha visto coinvolto a pochi metri dall’istituto un nostro studente, Luca Marengoni, ci siamo attivati per proporre un ripensamento della mobilità intorno alla scuola. La partecipazione a questo progetto è un primo passo per la realizzazione di percorsi didattici ed educativi che mirano a sensibilizzare studenti e genitori sul tema della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile".