Milano, il concerto di Capodanno dedicato a Beethoven

Finazzer Flory introdurrà la Nona Sinfonia diretta da Claus Peter Flor con l’Orchestra Sinfonica: "La musica è il nostro destino"

Massimiliano Finazzer Flory
Massimiliano Finazzer Flory

Milano, 28 dicembre 2023 – Appuntamento imperdibile per chiudere l’anno e iniziare bene quello nuovo. Il Concerto di Capodanno dedicato alla Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven diretta da Claus Peter Flor con l’Orchestra Sinfonica di Milano e il suo Coro Sinfonico ritorna all’Auditorium di Milano venerdì, sabato e domenica alle 20 e il 1° gennaio alle 16.

Il concerto è introdotto dalla lettura - a cura di Massimiliano Finazzer Flory - del testamento di Beethoven, scritto sull’orlo della disperazione a causa dell’irreversibile sordità il 6 ottobre 1802 ad Heiligenstadt e indirizzato ai fratelli Karl e Johann. Attore, regista Finazzer Flory spiega la scelta.

Cosa significa proporre oggi la Nona?

"Fratellanza, significa che all’uomo non bastano libertà ed uguaglianza, ma serve anche la fratellanza per essere comunità. È un grande abbraccio fraterno credendo, come dice Schiller, a “un buon Padre in cielo”".

Quando l’ha ascoltata per la prima volta?

"Giovanissimo a Trieste e poi, arrivato a Milano, con LaVerdi, attuale Orchestra Sinfonica di Milano, al Concerto di Capodanno, una tradizione che continua e sono felice di farne parte".

Beethoven scrive il testamento dopo aver composto la Prima e Seconda Sinfonia.

"Recito il testamento che non solo rivolge ai due fratelli sopravvissuti, ma a tutti; è convinto di volersi togliere la vita ma sente che lei, l’arte, lo trattiene. Per fortunata scriverà altre sette sinfonie, l’ultima completamente afflitto dalla sordità: non è vero che noi ascoltiamo la musica ma è la musica che ci ascolta. La musica ha voluto ascoltare Beethoven, per questo è riuscito a comporre".

Il compositore che più ama?

"Gustav Mahler. Beethoven è il padre dell’Europa e Mahler ne esegue il funerale, assiste all’agonia europea. Non abbiamo un’identità comune che parta dalla cultura. Con il 2024 sono 200 anni esatti dalla prima esecuzione della Nona".

L’Inno alla gioia della Nona è l’inno europeo.

"Scelto per la sua bellezza, ma l’inno europeo è monco: non sentiamo le parole, il Coro e la poesia di Friedrich von Schiller. All’Europa oggi manca poesia".

Cosa vuole augurare al teatro e alla musica italiana?

"Credo che nel futuro del teatro ci sia quello dell’uomo. Se scompariranno i teatri, l’uomo come è stato pensato per secoli dai greci, dai latini, dal mondo europeo. La nostra identità è nella cultura. Mi chiedo se i ragazzi di oggi che ascoltano solo trap capiscono quanto è importante l’umanesimo; dobbiamo condurre i giovani alla bellezza".

Qual è stato il primo spettacolo teatrale che ha visto?

"Natale in casa Cupiello di De Filippo, l’ho visto in tv, bianco e nero, me ne sono innamorato. Quando la drammaturgia è perfetta funziona anche in tv".

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