GABRIELE MORONI
Cronaca

Yana massacrata dall’ex fidanzato: “Eccesso di violenza su un corpo minuto". Aggravante da ergastolo

Si apre il processo per il femminicidio di Castiglione delle Stiviere. Per i legali dei familiari la giovane fu chiusa ancora viva in un trolley da Dumitru Stratan

Yana Malaiko aveva 23 anni

Yana Malaiko aveva 23 anni

Castiglione delle Stiviere (Mantova) – C’è anche quella di avere agito su una persona di corporatura minuta fra le aggravanti contestate a Dumitru Stratan, moldavo 34enne, in carcere per l’omicidio dell’ex fidanzata Yana Malaiko, la notte del 20 gennaio, a Castiglione delle Stiviere (Mantova).

Yana, 23 anni, ucraina, era ospite nell’appartamento della sorella di Stratan, in un grande condominio in piazzale della Resistenza nella cittadina sui colli del Garda. Secondo il capo d’imputazione del pm di Mantova, Lucia Lombardo, oltre che della sua superiorità fisica, Dumitru (detto Dima) avrebbe approfittato della circostanza che la ragazza era sola, dell’ora notturna, del pretesto di restituire a Yana il cagnolino Bulka, bisognoso di cure. La contestata aggravante della premeditazione proietta sul moldavo l’ombra dell’ergastolo. Altra aggravante quella della relazione sentimentale con la vittima (da poco terminata). Stratan avrebbe colpito Yana ripetutamente e con violenza al volto e al capo. Lesioni non mortali. Yana Malaiko morì per asfissia meccanica violenta. Su cuscini e federe erano rimaste tracce di sangue, ma se fossero stati schiacciati sul volto della vittima, ferita al naso e alla bocca, sarebbero rimaste tracce più importanti.

Il sospetto avanzato dall’avvocato Angelo Lino Murtas, che assiste la famiglia di Yana, e dal consulente, il criminologo Gianni Spoletti, è quello che la giovane fosse ancora viva, per quanto priva di sensi, quando era stata compressa in un trolley e che sia morta soffocata. Stratan risponde anche di occultamento di cadavere. Costrinse il corpo nella valigia, che avvolse in diversi strati di cellophane, poi in un coperta di pile bianco e rossa e infine in un lenzuolo di cotone azzurro. Caricò il fardello sulla sua Mercedes Slk e raggiunse le campagne attorno a Castiglione, dove nascose il corpo sotto un cumulo di legname e sterpaglie.

Udienza preliminare il 21 novembre, a Mantova, davanti al gup Chiara Comunale. Stratan, difeso dagli avvocati Domenico Grande Aracri e Gregorio Viscomi, non comparirà. "Se in Italia – dice Oleksandr Malaiko, il padre di Yana – esiste la giustizia, deve esserci il massimo della pena: ergastolo. Lo vogliono il mio cuore, la mia anima. Sarò in aula. Il mio comportamento sarà corretto. Cosa cambierebbe se mi mettessi a urlare? Sarebbe come sporcare il nome di mia figlia. Verrà il momento in cui lo guarderò negli occhi. Mi rimetto alla legge, alla giustizia per una sentenza che sia di esempio per tutti. Non sono soltanto le parole di un padre. Mi auguro una sentenza che vada contro la violenza sulle donne, la cosa più odiosa del mondo. Chi la commette deve capire che non uscirà dopo qualche anno di prigione. È la battaglia dell’associazione nata nel nome di Yana".

“Mi costituirò - dice l’avvocato Murtas - parte civile per conto del padre, della mamma Tatiana e dei nonni di Yana, che non piangono più perché hanno ormai finito le lacrime. Non chiediamo nessuna vendetta, ma una giustizia giusta e proporzionata alla gravità del fatto. Non vogliamo che venga ridimensionato a omicidio preterintenzionale dovuto a un momentaneo stato d’ira, come vuole far apparire l’indagato. Vogliamo che sia riconosciuta la premeditazione già dai giorni precedenti all’omicidio, e il dolo nei momenti che hanno portato a schiacciare dentro un trolley la povera Yana per poi buttarla come un sacco di spazzatura. Cosa che, giustamente, deve aprire le porte all’ergastolo, per dare un senso di giustizia anche a genitori, nonni, a tutti quelli che hanno cercato Yana per giorni nei campi e ai familiari delle donne che ogni tre giorni vengono massacrate allo stesso modo".

Il 25 novembre, alle 14, l’associazione Y.a.n.a (acronimo di You are not alone) e l’associazione Pane dal Cielo inaugureranno due panchine rosse nel parco di fronte al piazzale della Resistenza, a Castiglione. Alle 15, davanti al centro commerciale “Dei laghi“, un evento di ricordo e informazione.