Mantova, 27 giugno 2018 - Non esisteva "un pericolo immediato per l'incolumità personale dei coniugi", perché i ladri avevano "interesse a sottrarre gasolio dal magazzino e non ad introdursi" nella loro casa. Con queste motivazioni il Tar di
Brescia, in un complicato procedimento passato anche per una decisione diversa del Consiglio di Stato, ha deciso di confermare il divieto di detenere armi emesso dalla Prefettura di Mantova nei confronti di un imprenditore che, nel dicembre
2016, sparò un colpo in aria con una pistola regolarmente denunciata, quando sentì dei rumori che provenivano dal capannone-magazzino poco distante dalla sua abitazione, in una zona isolata in aperta campagna nel Mantovano.

L'imprenditore, assistito dai legali Antonio Sala della Cuna e Antonio Bana, nel suo ricorso aveva spiegato di aver esploso quel colpo in aria "in condizioni di sicurezza dalla finestra", il 28 dicembre 2016, con l'unico "fine di proteggere se stesso e la propria famiglia, in una situazione di oggettivo pericolo, in orario notturno» e «per scongiurare il rischio" che "estranei si introducessero nella sua abitazione"