Carabinieri
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San Benedetto Po (Mantova), 15 ottobre 2018 - Ha ucciso il figliastro con un colpo di pistola, dopo l'ennesimo litigio. Roberto Michelini, 76 anni, pensionato, ha sparato al figlio 43 enne della sua attuale compagna, Fulvio Piavani  originario di Seriate, disoccupato, senza precedenti ma con un presente problematico. Il fatto è avvenuto nella notte a Brede, una frazione del paese di San Benedetto Po, a ridosso dell'argine del grande fiume,in una zona isolata. Nella palazzina di via Mazzaloe 58, un condominio dignitoso ma senza pretese, la lite era scoppiata fin dalla tarda serata di domenica tra Michelini e il figliastro, con la madre di lui, più giovane di una decina d'anni dell'attuale compagno, che cercava di fare da paciere. I due padroni di casa erano andati comunque a letto a dormire. Piavani, che dalla Bergamasca aveva seguito la madre da alcuni anni, invece aveva continuato ad agitarsi.

Verso le due il pensionato esasperato di è alzato e ha rimproverato il più giovane. Questi sembra abbia reagito violentemente. Allora Michelini è tornato in camera da letto, ha aperto un cassetto chiuso a chiave e ne ha estratto una pistola Beretta regolarmente denunciata. Il pensionato è stato di nuovo assalito e ha sparato, non si sa se prendendo la mira o nella colluttazione. Sta di fatto che Piavani è stato colpito alla schiena da un proiettile. La madre ha chiamato il 118, che a sua volta ha avvisato i carabinieri. Una pattuglia è arrivata sul posto in tre  minuti o poco più, in tempo per vedere il pensionato sotto choc sulla porta di casa. «Andate dentro, ho sparato a uno» ha detto testualmente Michelini. Dentro infatti il figliastro agonizzava in camera da letto. Dopo quasi mezz'ora è spirato nonostante le cure dei sanitari. L'autore dell'omicidio è stato portato in carcere a disposizione del pm Ranalli, che intanto aveva raggiunto il luogo del delitto. Sull'episodio è intervenuto il comandante dell'Arma a Mantova, Fabio Federici per elogiare la prontezza dei suoi uomini e commentare la sequenza di delitto che ha insanguinato l'estate mantovana, dall'uccisione della bibliotecaria di Canneto sull'Oglio a quella di un imprenditore edile la settimana scorsa: «Abbiamo avuto tre omicidi, ma tutti legati a casi di rancori familiari o alla follia, come quello di Canneto. Non siamo di fronte a un'esplosione della criminalità ma a singoli atti gravissimi non collegabili in alcun modo tra loro. Un allarme sociale non si giustificherebbe» ha sottolineato il colonnello Federici..