La copertina del libro “Zona Rossa“ che raccoglie 160 pagine di interviste
La copertina del libro “Zona Rossa“ che raccoglie 160 pagine di interviste
Eccole qua. Le lancette del tempo, impolverate di un anno in più, stanno per ritornare al 20 febbraio. Un giorno che, per noi in Italia, segna la fine di un’era. Le certezze che avevamo prima si sono sbriciolate dopo l’esito di un tampone che, in un paziente codognese di 38 anni che stava per diventare papà, un anno fa, rivelò la presenza del coronavirus nelle nostre città. La malattia in realtà aveva già iniziato a propagarsi, molto probabilemte, da dicembre. Aveva cominciato a prendere le misure con noi umani ed era riuscita a camuffarsi con un’abilità...

Eccole qua. Le lancette del tempo, impolverate di un anno in più, stanno per ritornare al 20 febbraio. Un giorno che, per noi in Italia, segna la fine di un’era. Le certezze che avevamo prima si sono sbriciolate dopo l’esito di un tampone che, in un paziente codognese di 38 anni che stava per diventare papà, un anno fa, rivelò la presenza del coronavirus nelle nostre città. La malattia in realtà aveva già iniziato a propagarsi, molto probabilemte, da dicembre. Aveva cominciato a prendere le misure con noi umani ed era riuscita a camuffarsi con un’abilità suprema. Dal 20 febbraio del 2020 tutti noi abbiamo vissuto ogni giornata con più intensità e attenzione. Abbiamo imparato termini nuovi, comportamenti più utili. Abbiamo riscoperto gli ospedali e chi ci lavora, così come i volontari del socccorso. Ci siamo affrettati tutti a chiamarli eroi. Siamo tornati a tifare per i ricercatori, persone che fino a ieri mettevamo all’ultimissimo posto di una scala gerarchica dominata magari dai calciatori. Poi abbiamo seguito quotidianamente l’evoluzione dei dati delle infezioni e dei decessi.

Abbiamo visto scene che mai avremmo immaginato di vedere: su tutte la sfilata dei camion militari pieni di bare a Bergamo. Abbiamo creduto di vivere un’estate di quasi normalità e poi dall’autunno siamo ripiombati nella paura. Il giorno successivo all’esito del tampone positivo del 38enne Mattia Maestri, il 21 febbraio 2020 quindi, un venerdì, la città di Codogno si è risvegliata sotto choc. Ha provato ad iniziare una giornata normale di lavoro, ma ha dovuto rinunciare a tutto poco dopo. Le scuole chiuse in anticipo. Il pronto soccorso sbarrato. E quell’invito a rimanere tutti in casa, che già dal primo pomeriggio svuotò tutte le strade. I negozi, le chiese, i cimiteri e i supermercati non riaprirono dalle 14. E, nemmeno il giorno dopo e quello dopo ancora. Tutto chiuso tranne le piccole botteghe di vicinato. Era una bella giornata di sole e da quel momento tutto cambiò prima nel Basso Lodigiano, poi pian piano in tutta la regione e in tutta Italia. Il racconto di quei giorni terribili emerge in tutta la sua cruda realtà dalle pagine del libro “Zona Rossa - testimonianze e storie dal cuore della pandemia” scritto dai giornalisti de Il Giorno Gabriele Moroni e Tiziano Troianello con prefazione del direttore Sandro Neri che potete trovare in tutte le edicole da domani (al prezzo di 14,50 euro più il prezzo del quotidiano) per un mese. Il volume è ricco di interviste e di storie di persone che hanno vissuto sulla loro pelle cosa ha voluto dire trovarsi nell’epicentro della primissima emergenza da coronavirus. Combattere un nemico fino ad allora sconosciuto senza armi. Senza mascherine (esaurite in tutte le farmacie), guanti (introvabili) e con pochissime strategie di difesa. E l’emergenza non è ancora finita.