Violenza scoppiata per gelosia. Accoltellamento in corso Adda: "Il mio assistito va scarcerato"

Il difensore dell’addetto alla sicurezza rinchiuso dietro le sbarre alla Cagnola: "È molto scosso e non aveva intenzione di uccidere. Il rivale l’aveva minacciato".

Violenza scoppiata per gelosia. Accoltellamento in corso Adda: "Il mio assistito va scarcerato"

La polizia sul posto dell’accoltellamento

È stata presentata lunedì mattina l’istanza di scarcerazione per l’uomo che, martedì della scorsa settimana, aveva accoltellato il rivale in corso Adda e che adesso è rinchiuso nel carcere di Lodi con l’accusa di tentato omicidio. La vittima dell’aggressione è un uomo di 56 anni. "Ritengo che non ci siano le esigenze di custodia cautelare – ha spiegato Eligio Marazzoli, difensore dell’arrestato – non c’è rischio che inquini le prove o che reiteri il fatto". Entro fine mese dovrebbe esserci l’udienza cautelare, in cui con la pm Giulia Aragno e il gip Giuseppe Pighi si capirà se proseguire con la custodia in carcere o meno. L’uomo attualemente in prigione lavora come addetto alla sicurezza per una logistica di Dovera.

"È attualmente molto scosso dalla situazione, lui non aveva intenzioni di uccidere – ha aggiunto il legale –. Entrambi i protagonisti di questa vicenda sono frequentatori del bar Rosso, c’erano già stati molti screzi tra i due, soprattutto per la moglie del mio assistito. Questa questione sentimentale aveva creato molti problemi tra i due, tanto che l’accoltellato, qualche giorno prima di martedì scorso, era già andato a minacciare sotto casa la coppia. Quel giorno poi i due si sono trovati casualmente lì in corso Adda, c’è stata una colluttazione e in seguito l’accoltellamento". Tutto questo è accaduto tra le 18 e le 18.30, in corso Adda 80, tra il negozio di cellulari e la Bottega del te. Molti testimoni hanno assistito alla scena, anche perché quella è una strada molto trafficata a quell’ora, sia da pedoni che da auto. L’uomo arrestato si è poi costituito autonomamente alla polizia e nell’interrogatorio di garanzia aveva ribadito la ricostruzione della vicenda fatta in un primo momento agli inquirenti, confermandola. Il 56enne aveva riportato ferite all’addome e a una gamba.