Da sinistra, il direttore sanitario Enrico Tallarita e il manager Salvatore Gioia
Da sinistra, il direttore sanitario Enrico Tallarita e il manager Salvatore Gioia
di Laura De Benedetti Da ieri, sulla carta, i tre centri vaccinali del Lodigiano possono raggiungere i 3600 pazienti al giorno (2304 a Lodi, 864 a Codogno e 432 a Sant’Angelo). Il sopralluogo effettuato ieri nell’hub dell’ex centro fieristico di Lodi, dal direttore generale Salvatore Gioia e dal direttore sanitario e responsabile della campagna, Enrico Tallarita è servito proprio a studiare le migliorìe da apportare con la crescita delle inoculazioni, che vanno dall’ampliamento dei posti di accoglienza, anche per limitare gli assembramenti esterni alla creazione di un impianto di raffrescamento in vista del caldo estivo. "Stanotte aggiungeremo 5 computer per aumentare le postazioni - ha spiegato ieri Gioia -....

di Laura De Benedetti

Da ieri, sulla carta, i tre centri vaccinali del Lodigiano possono raggiungere i 3600 pazienti al giorno (2304 a Lodi, 864 a Codogno e 432 a Sant’Angelo). Il sopralluogo effettuato ieri nell’hub dell’ex centro fieristico di Lodi, dal direttore generale Salvatore Gioia e dal direttore sanitario e responsabile della campagna, Enrico Tallarita è servito proprio a studiare le migliorìe da apportare con la crescita delle inoculazioni, che vanno dall’ampliamento dei posti di accoglienza, anche per limitare gli assembramenti esterni alla creazione di un impianto di raffrescamento in vista del caldo estivo. "Stanotte aggiungeremo 5 computer per aumentare le postazioni - ha spiegato ieri Gioia -. Abbiamo anche intenzione di spostare il tendone d’ingresso (ora sul retro rispetto all’accesso del parcheggio) di nuovo sul davanti, creando una doppia sala d’attesa, una interna e una esterna, antistante l’accoglienza. Stiamo cercando un modello di tenda più performante: entro una decina di giorni, non appena l’avremo scelta, la protezione civile, dalle 20, non appena si chiude, la monterà in un paio d’ore. Abbiamo inoltre acquistato tre monitor più grandi da posizionare in più punti della sala d’attesa d’uscita: coi colori del semaforo indicano a ciascun vaccinato (dotato di numero) quanto tempo deve aspettare dopo il vaccino, fino al via libera. Il box per la preparazione del vaccino verrà raddoppiato. Per quanto riguarda il raffrescamento saremo pronti entro un mese: abbiamo già noleggiato dei motori esterni, questa sera (ieri, ndr) faremo un sopralluogo per decidere come posizionare sul soffitto le tubature che manderanno fuori aria fresca. Lavoreremo sempre dopo le ore 21". Queste novità dovrebbero eliminare gli assembramenti: "Usare il secondo padiglione della fiera non è necessario - afferma Gioia -. La gente sta iniziando a capire che non deve presentarsi qui con ore di anticipo. Ottimizzeremo il tempo di accettazione, con più sedute in sala d’attesa. Il sistema funziona ed è proprio per questo che arriva gente anche dal Milanese: sul portale si può scegliere il centro più vicino o che offre la data più ravvicinata". Questo sempre finché ci sono vaccini disponibili: in questi giorni si stanno usando nel Lodigiano Pfizer, Astrazeneca e Moderna. I vaccinati hanno superato, il 2 maggio, le 57.500 persone (circa il 29% della popolazione sopra i 16 anni che sarà sottoposta a vaccino), ma sono solo 23.278 i lodigiani che hanno ricevuto entrambe le dosi (11%).

"In questo momento siamo in piena seconda dose di Astrazeneca per i vaccinati di 10 settimane fa, personale di scuola e forze dell’ordine. Il Johnson&Johnson? Sicuramente ha il vantaggio di essere monodose. Ma non abbiamo al momento date di consegna" precisa il dg Gioia. Intanto ieri a Lodi l’obiettivo era assestarsi sui 2mila vaccinati al giorno (erano 707 alle ore 12), seguendo la crescita degli ultimi giorni. "Dalle 8 alle 20 sono in uso 16 linee vaccinali su 20 (erano 12 la scorsa settimana, ndr) - spiega Tallarita -. Le linee sono però la sommatoria di tre percorsi: 5 postazioni di accoglienza, quindi 18 postazioni per l’anamnesi dove si valuta l’idoneità del paziente in base alle patologie e si sceglie il tipo di vaccino, quindi 7 box di inoculazioni, ciascuno per due pazienti. Gli operatori sanitari sono circa 40 per ciascuno dei due turni (altri 20 a turno a Codogno e 8 a Sant’Angelo dove operano anche 7 militari). Ieri infine, per la prima volta dopo mesi il bollettino quotidiano ha testimoniato che nelle ultime 24 ore non c’è stato nessun nuovo caso di contagio nel Lodigiano.