Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi

Codogno, 28 luglio - Il suo nome si accompagna spesso a feroci polemiche e vere e proprie bufere sui social. La nomina di Vittorio Sgarbi a commissario generale alle Belle arti e ai musei a Codogno non ha mancato di suscitare immediate reazioni. La nomina è stata comunicata ufficialmente ieri sera nel Consiglio comunale e ha subito provocato una levata di scudi nel Pd che non ha mancato di sottolineare l'inopportunità della scelta alla luce delle recenti posizioni assunte dal critico d'arte sul Covid.

"Una notizia davvero triste - commenta Giovanni Barbaglio, capogruppo del Pd in Consiglio comunale a Codogno -. Nessuno contesta la competenza di Vittorio Sgarbi ma qui il discorso è sui simboli. Codogno è, purtroppo, diventato il simbolo della pandemia, delle morti, della paura dell'ignoto, della battaglia contro il virus. Abbiamo avuto centinaia di morti, non avevamo più posto dove mettere le bare: erano accumulate in una chiesa. Sgarbi, per noi, è il simbolo di chi ha negato, ci invitava a uscire di casa, diceva che il virus non avrebbe fatto danni. Tutto questo, noi, non lo possiamo dimenticare. Codogno, simbolo della lotta al covid, così collabora con chi il covid l'ha minimizzato, con chi la mascherina non la voleva. Non è giusto -conclude Barbaglio - e non possiamo accettarlo".

Dal canto suo, il sindaco leghista di Codogno Francesco Passerini ha reso noto che l'incarico fiduciario, che può essere estinto in qualsiasi momento, si svolgerà a titolo gratuito nell'interesse della comunità e che Sgarbi promuoverà oltre i confini provinciali e regionali le ricchezze artistiche codognesi: "Ho colto questa proposta - dice il primo cittadino - , questa opportunità. Per me vale in quanto professionista del settore, non l'ho scelto come assessore".