Pietro Angeloni
Pietro Angeloni

Lodi, 4 ottobre 2018 - Due medaglie d’oro, nel nuoto stile libero e nella marcia, e la coppa di categoria. A novant’anni suonati, Pietro Angeloni da Lodi non ha perso lo smalto. Dando del filo da torcere alle Olimpiadi 50&Più, la manifestazione sportiva aperta ad atleti italiani ultracinquantenniche si è svolta a San Vincenzo (Livorno).

Nato e cresciuto nel capoluogo, ha iniziato ad allenarsi assiduamente da circavent’anni: «Ho praticato un po’ di sport da ragazzino ma a 14 anni ho iniziato a lavorare e l’attività professionale è diventata la mia occupazione principale, al punto che mi sono diplomato perito industriale frequentando le scuole serali – racconta –. A 72 anni, dopo una lunga carriera passata anche in realtà come l’Alfa Romeo e culminata nel ruolo di dirigente produttivo alla Ingersoll di Vignate, sono andato in pensione e, purtroppo, sono rimasto vedovo. Vedendomi molto addolorato mia nipote mi ha segnalato l’esistenza dell’associazione 50&Più, che organizza anche uscite culturali. Ho deciso di aderire alle loro iniziative per nonchiudermi nella solitudine».

L'interesse per lo sport è arrivatodi conseguenza, così come la partecipazione alle Olimpiadi, delle quali Angeloni è ormai un habitué: «Partecipo da circa dieci anni e nelle passate edizioni ho accumulato sempre medaglie d’oro e d’argento nel nuoto e nella marcia, ma quest’anno, con i due ori e la coppa di categoria, ho fatto un exploit». E per quanto riguarda l’allenamento, aggiunge: «Due volte a settimana vado in piscina a nuotare, un’attività bellissima perché quando si è in acqua non si provano pensieri al di fuori di una sensazione di leggerezza. Una o due volte a settimana, invece,mi alleno per la marcia, prediligendo il lungo Adda, dove spesso si vive l’esperienza, bellissima e magica, di sentire soltanto lo scorrere dell’acqua,il fruscio delle foglie e il cinguettio degli uccellitra gli alberi».

Le prossime Olimpiadi 50&Più sono ancora lontane, maPietro non si pone limiti:«Gareggerò ancora, naturalmente se il mio stato di salute da qui a un anno me lo consentirà», assicura. Perché fermarsi? In fondo «dagli ultimi controlli sono risultato perfettamente sano». In ogni caso, la saggezza di chi ha qualche primavera sulle spalle, lo consiglia ad andarci cauto: «Non si può ignorare il fatto che le condizioni fisiche, da anziani, possano mutare molto velocemente. Io sono tranquillo e mi ritengo soddisfatto dei risultati raggiunti fino a questo momento».