Carabinieri al cimitero dopo il furto
Carabinieri al cimitero dopo il furto

Maleo (Lodi), 7 febbraio 2019 - Sei  cittadini di nazionalità romena finiranno alla sbarra per il clamoroso furto di oggetti funerari in bronzo all’interno del cimitero di Maleo, avvenuto in piena notte tra il 14 e il 15 marzo del 2018: sono infatti stati citati in giudizio e la prima udienza presso il Tribunale di Lodi si terrà il prossimo 21 novembre. Si tratta di un 38enne e di un 42enne domiciliati nel lodigiano, e di un 32enne, di un 23enne, di un 29 enne e di 31enne, residenti nel pavese, ma questi ultimi di fatto tutti irreperibili.

La banda faceva parte, secondo le indagini dei carabinieri del comando provinciale di Lodi, di una organizzazione più ampia dedita anche ai colpi all’interno di ditte da dove erano spariti decine di litri di gasolio. Tra coloro che hanno effettuato il colpo a Maleo, dunque figurano anche come probabili autori dei blitz nelle aziende così come all’interno di un altro camposanto, quello di Castiraga Vidardo, raid avvenuto il 16 marzo dell’anno scorso. Puntuale ed efficace l’indagine dei carabinieri del comando provinciale di Lodi, ma sicuramente basilare e lodevole il lavoro dei militari dell’Arma della stazione di Maleo che hanno portato tasselli determinati all’impalcatura dell’indagine. E proprio ieri il sindaco malerino Giuseppe Maggi ha voluto complimentarsi di persona con le forze dell’ordine. Proprio Maggi, in qualità di primo cittadino, compare tra le 54 persone residenti in paese che sono, di fatto, le parti offese nella vicenda giudiziaria ed ora occorrerà capire se si costituiranno parte civile in maniera singola o collettiva.

In quella triste mattinata piovosa di marzo, per l’intera comunità fu un vero e proprio choc scoprire le tombe dei propri cari violate: sparirono decine tra croci, statue, vasi e lampade in bronzo, in diversi casi letteralmente strappate dai marmi. "Voglio  ringraziare pubblicamente i carabinieri della stazione di Maleo per il lavoro svolto e la vicinanza evidenziata da subito per quello che era accaduto. Confidiamo nel lavoro dell’Arma, avevamo scritto sul sito il giorno seguente l’odioso furto subìto: e così è stato – ha spiegato ieri Maggi – anche io come rappresentante del Comune sono parte offesa in quanto i ladri avevano divelto i cancelli d’ingresso ed erano penetrati nella camera mortuaria di competenza comunale. Inoltre, proprio in questi giorni, il broker assicurativo ha ribadito che verranno riconosciuti almeno i danni ai proprietari delle tombe, rovinate durante il raid".