Un medico mentre controlla l’esito di una radiografia al torace
Un medico mentre controlla l’esito di una radiografia al torace
di Carlo D’Elia Macchinari non funzionanti e problemi di personale. Questa la situazione emersa durante la commissione Sanità attivata da qualche mese in Comune a Casalpusterlengo per discutere dello stato dei presidi ospedalieri lodigiani e soprattutto di quello cittadino di via Fleming. "Dalla metà di ottobre a Casalpusterlengo non è possibile fare una radiografia del torace perché il macchinario è rotto - ha...

di Carlo D’Elia

Macchinari non funzionanti e problemi di personale. Questa la situazione emersa durante la commissione Sanità attivata da qualche mese in Comune a Casalpusterlengo per discutere dello stato dei presidi ospedalieri lodigiani e soprattutto di quello cittadino di via Fleming. "Dalla metà di ottobre a Casalpusterlengo non è possibile fare una radiografia del torace perché il macchinario è rotto - ha sottolineato Gian Antonio Ongis, presidente del Comitato civico ospedali Casale Codogno -. Solo ai ricoverati è possibile fare questo esame. Mi chiedo come sia possibile una cosa del genere. Non è possibile accettarlo. L’ospedale di Casalpusterlengo, fino a pochi anni fa, permetteva agli utenti di poter fare una radiografia in giornata, senza necessità di prenotare".

Nel dibattito in commissione è stata analizzata anche la situazione legata al personale medico. In due anni l’Asst di Lodi ha perso 46 medici. Si tratta di personale operativo un po’ in tutti i reparti dell’azienda di piazza Ospitale, sparsi tra Lodi, Codogno, Casalpusterlengo e Sant’Angelo Lodigiano. Il dato prende come riferimento il periodo gennaio 2018-dicembre 2019, quindi diversi mesi prima dell’inizio dell’emergenza sanitaria. In 24 mesi sono stati 66 i dirigenti medici che hanno cessato l’attività nell’azienda lodigiana (nella lista sono compresi i licenziati, pensionati e trasferiti), sostituiti tramite il turnover del personale già assunto e che in parte sono stati sostituiti dall’azienda con sole 20 nuove assunzioni. Molte di queste, almeno secondo quanto raccolto dai sindacati, sarebbero con contratto a tempo determinato per 18 mesi. Una situazione che spiega anche le difficoltà a gestire, nella fase meno acuta dell’emergenza Covid, la ripresa della normale attività ambulatoriale nei presidi lodigiani. "Chiedo ai sindaci lodigiani di interessarsi alla questione sanitaria del territorio e alla riforma sanitaria che in fase di discussione in Regione - ha lanciato l’appello Luigi Germanò, il rappresentante dei cittadini in commissione -. Loro hanno il compito di essere i garanti della salute dei cittadini".