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13 mag 2022

Il boss dei pusher a reddito zero viveva da pascià nella villa di lusso

Sequestrata dalla Gdf sulle colline di San Colombano la proprietà da mezzo milione di un nordafricano

laura de benedetti
Cronaca

di Laura De Benedetti

La questione del bosco della droga di Rogoredo, zona periferica di Milano intorno alla stazione ferroviaria dove c’è un’intensa attività di spaccio, arriva a lambire anche il Lodigiano. La Guardia di finanza di Lodi, infatti, al termine di un’accurata indagine, ha sequestrato una villa con box da quasi mezzo milione intestata a uno dei soggetti che fanno parte del gruppo criminale dedito allo smercio degli stupefacenti nei boschi milanesi.

Le indagini condotte dalle Fiamme gialle lodigiane coordinate dalla Procura di Milano hanno confermato i sospetti facendo emergere "la pericolosità sociale del soggetto" indagato per il suo "protratto coinvolgimento nel circuito illegale" del bosco della droga di Rogoredo e per il suo "rilevante curriculum criminale".

Questa volta gli inquirenti hanno deciso, con il coinvolgimento dei Finanzieri, di colpire i criminali applicando la misura preventiva antimafia del sequestro dei beni ritenuti provento di attività illecita. E le indagini sono approdate nel Lodigiano, a San Colombano, fino a porre i sigilli alla villa. Dagli accertamenti a carattere patrimoniale, finanziario e reddituale condotti dai militari della Gdf è emersa una sproporzione di oltre 590mila euro tra i beni nella disponibilità dell’indagato e del suo nucleo familiare e i redditi dichiarati o l’attività economica svolta. Inequivocabile, dunque, secondo la ricostruzione degli inquirenti, la correlazione temporale tra l’attività di spaccio di droga nel Milanese e gli incrementi patrimoniali registrati in annualità recenti dal soggetto e dai suoi familiari più stretti ma non giustificati da redditi legalmente conseguiti. Il Tribunale di Milano – Sezione autonoma misure di prevenzione – ha condiviso la ricostruzione effettuata in sede investigativa dalla Gdf di Lodi e ha disposto l’applicazione della misura di prevenzione antimafia del sequestro, primo atto per arrivare poi alla confisca vera e propria della villa e annessa autorimessa di San Colombano di cui la persona è co-intestataria. Le unità immobiliari, del valore di 450mila euro, sono state dunque affidate a un amministratore giudiziario.

Analogo sequestro di beni di un altro criminale che opera nel bosco della droga di Rogoredo era stato effettuato alcune settimane fa dall’autorità giudiziaria nell’area Sud-Milanese: sigilli, in quel caso, a un appartamento e a un’autorimessa per un valore di 250mila euro.

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