Operaio Alstom
Operaio Alstom

Lodi, 15 febbraio 2020 -  Circa una decina di pezzi sarebbero quelli ritenuti “difettosi”. E’ nella sede di Firenze di Alstom Ferroviaria che giovedì sera gli agenti del Nucleo operativo incidenti ferroviari si sono diretti per effettuare una perquisizione alla ricerca di un lotto specifico di attuatori del telaio di punta che, secondo le indagini della procura di Lodi, sarebbe una delle cause del deragliamento del Frecciarossa 9595 Milano-Salerno alle 5.35 del 6 febbraio costato la vita ai due macchinisti Giuseppe Cicciù e Mario Dicuonzo e il ferimento di 31 persone.

Dagli accertamenti effettuati mercoledì sul luogo del disastro gli inquirenti hanno scoperto "un difetto interno all’attuatore dello scambio" provocato "da un’inversione dei cablaggi interna al dispositivo". In pratica un’inversione di polarità elettrica sul deviatoio numero 5, il “punto zero” su cui i cinque operai di Rfi la notte prima della tragedia avevano effettuato un intervento di manutenzione, sostituendo proprio un attuatore.

Durante la perquisizione gli agenti hanno anche sequestrato l’organigramma aziendale del colosso francese, probabilmente per individuare altri manager coinvolti. "Stiamo collaborando con le autorità competenti in seguito a questo atto dovuto - hanno voluto sottolineare da Alstom Ferroviaria -. Abbiamo messo a disposizione tutta la documentazione e il materiale richiesto. In particolare, abbiamo consegnato un nostro attuatore, cioè il componente dello scambio identico a quello che si presume fosse, al momento dell’incidente, guasto. Da sottolineare è che noi non ci siamo occupati né dell’assemblaggio né dell’installazione del pezzo".

Al momento per il deragliamento del Frecciarossa restano indagati per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni, i cinque operai di Rfi, l’amministratore delegato di Alstom Ferroviaria, Michele Viale, e Rfi per la legge sulla responsabilità amministrativa. Sul deviatoio “incriminato“ la procura di Lodi, insieme agli agenti del Nucleo operativo incidenti ferroviari e ai consulenti e ai legali delle parti, tornerà solo a metà della prossima settimana. Decisivi i saranno gli accertamenti, questa volta irripetibili, che si concentreranno sul deviatoio numero 5 al chilometro 116 dell’alta velocità Milano-Bologna. Intanto, entrerà nel vivo domani il maxi cantiere per la rimozione dei vagoni. Ieri il via libera.