Fondi da Roma da rivedere. Agriturismi esclusi, proteste

Gli operatori del settore: inaccettabile anomalia che deve essere sanata "Il contributo può essere un grande sostegno per chi valorizza i prodotti locali".

Fondi da Roma da rivedere. Agriturismi esclusi, proteste

Fondi da Roma da rivedere. Agriturismi esclusi, proteste

I fondi ministeriali per l’agroalimentare escludono gli agriturismi, Confagricoltura sulle barricate: "Se non è una dimenticanza già in fase risolutiva, si deve cambiare passo". Per Alessandro Bricchi, vicepresidente di Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza e presidente della sezione interprovinciale Agriturismo, è una "inaccettabile anomalia". Gli agriturismi sono rimasti esclusi dai finanziamenti ministeriali per il sostegno alle eccellenze della gastronomia e dell’agroalimentare. L’apertura del bando risale al primo marzo. "Per il mondo agricolo, un’amara sorpresa, infatti, se non ci saranno cambiamenti, le aziende del settore non potranno beneficiare dei 76 milioni di euro stanziati dal decreto del 24 gennaio scorso, in attuazione del decreto ministeriale 4 luglio 2022 – insiste -. La ristorazione deve essere incentivata ad utilizzare filiere corte del territorio, ma è insensato non ammettere al bando anche le imprese agricole. Un’anomalia incomprensibile, considerando che questi contributi vengono dal Ministero dell’Agricoltura e devono rimanere al settore". Poi l’appello: "Ci rivolgiamo all’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi, perché intervenga sul ministro e solleciti una soluzione tempestiva: questo stanziamento rappresenta un’opportunità di sostegno importante per gli agriturismi, che hanno il grandissimo merito di presidiare il territorio d’origine, con prodotti di alta qualità, accorciando la distanza tra produttore e consumatore, e di diffondere la cultura del Made In Italy in tutto il mondo, diventando un punto di riferimento per il turismo collegato".

Forte disappunto e preoccupazione sono stati espressi a tutti i livelli da Confagricoltura, Agriturist e dalla stessa Federazione regionale di prodotto lombarda. Risulta infatti difficile giustificare l’esclusione di luoghi della ristorazione fortemente connessi con le produzioni Dop, Igp, Sqnpi, Sqnz e biologiche. "Un’anomalia inconcepibile - rimarca Gianluigi Vimercati, presidente della sezione regionale Agriturismo di Confagricoltura -. Possono beneficiare dei fondi i ristoranti e le gelaterie, che utilizzano il 20% di prodotti tipici, e non gli agriturismi lombardi che, in base alla norma regionale, lavorano per l’80% con prodotti agroalimentari locali. Perdere questa occasione significherebbe togliere alle imprese la possibilità di sostituire macchinari in cucina con contributi per il 70% a fondo perduto e frenare la spinta all’innovazione di molte delle nostre attività".