Il sindaco Elia Bergamaschi
Il sindaco Elia Bergamaschi

Guardamiglio (Lodi), 21 maggio 2020 - Per il sindaco di Guardamiglio Elia Bergamaschi è stata una “apertura disastrosa quella del 18 maggio, che non permette ad attività e ristorazioni di pensare di sopravvivere e vede i soliti scettici in giro, col rischio di contagiare chi è rispettoso delle regole”.  Il primo cittadino guardamigliese si dice preoccupato “qui è stata una riapertura disastrosa perché è vero, l’Italia ha bisogno di ripartire, ma non in questo modo. Perché resta chi è costretto a soccombere oltre questo periodo”.

Si riferisce soprattutto alla ristorazione: "Agendo così è stata siglata la condanna a morte di bar e ristoranti e altre attività che sono state messe in condizioni di non aprire. Se non metti in condizioni le persone di avere un proprio utile, riaprire è inutile. Lo Stato pensa che siamo tutti dei ladroni con via tesori. Ma invece l'utile del ristorante medio delle nostre zone è di qualche euro a pasto. I bar trattorie ristoranti, che sono l’ottanta per cento di quello che fa girare l’economia, offrono pasti a 12 euro per camionisti, pizza alle coppie per 27 euro. Guadagnano solo sulla quantità, altrimenti non riescono a mantenere le spese. Quindi, se metti le regole, dimezzando i coperti, queste persone sono già in perdita” aggiunge.

“Non parliamo di ciò che è stato promesso, avevano ribadito di non abbandonare i titolari – sottolinea -. Questa gente che piange in televisione, invece, è stata abbandonata”. Il primo cittadino aggiunge ingine: “a Guardamiglio il 90% delle persone sono state impeccabili, ma ci sono anche i soliti che se ne fregano della mascherina, delle regole. I nostri bar hanno difficoltà e devono litigare con i clienti per far rispettare le linee guida. Lo Stato non mette a disposizione la forza materiale per i controlli. Insomma, io sono molto preoccupato perché a causa di pochissimi si rischia di buttare a monte i sacrifici di tutti. Gli scettici che credono ancora oggi sia tutta barzelletta esistono eccome. La riflessione generale sulla fase due, insomma, è disastrosa”.


Paola Arensi