Il Tar ha annullato la delibera sui fanghi
Il Tar ha annullato la delibera sui fanghi

Lodi, 4 agosto 2018 – La Regione ricorre al Consiglio di Stato sul caso fanghi agricoli. La Giunta Fontana ha deciso ieri di impugnare la sentenza del Tar Lombardia del 20 luglio che ha accolto l’istanza presentata dai una cinquantina di sindaci del Lodigiano e del Pavese e che ha annullato alcune parti della delibera regionale dell’11 settembre 2017, che aveva alzato di 200 volte la soglia di idrocarburi tollerabili nei fanghi da spandere nei campi coltivati, dove crescono cereali e verdure che finiscono sulle nostre tavole. Con la vecchia delibera la soglia di idrocarburi sarebbe passato da 50 milligrammi per chilo (decisi da una sentenza della Cassazione del gennaio 2017) a 10.000. L’udienza si terrà nelle prossime settimane. Gli effetti conseguenti alla decisione del Tar hanno portato in questi giorni a una situazione di criticità per il sistema di depurazione delle acque in Lombardia. A seguito della sentenza le aziende che trattano i fanghi hanno cominciato a non accogliere più il materiale dai depuratori, bloccando così circa 3mila tonnellate di fanghi a settimana. Nel Lodigiano la situazione è preoccupante. A pagarne le conseguenze è stata Sal, la municipalizzata che gestisce l’acqua pubblica nel territorio, che rischia di non poter riuscire a gestire il grande numero di scarti prodotti dai suoi depuratori. Sal continuerà a stoccare gli scarti prodotti dai depuratori per i prossimi 10 giorni, ma non potrà smaltirle. Poi scatterà l’emergenza sanitaria. Per questo ieri si è tenuto un incontro in prefettura con i vertici di Sal, Ats della città metropolitana, Arpa, Ato e i rappresentanti della Provincia, del sindaco di Lodi Vecchio Alberto Vitale, come referente dei Comuni che hanno sostenuto il ricorso nel Lodigiano. Assente l’assessore regionale all’Ambiente Raffaele Cattaneo. «Il prefetto di Lodi Patrizia Palmisani ha chiesto a tutti i presenti di fare delle proposte per risolvere la situazione - spiega il sindaco di Lodi Vecchio, Alberto Vitale -. I fanghi di depurazione potranno essere smaltiti in modi diversi.

Per esempio si potranno utilizzare gli inceneritori oppure conferirli in discarica. L’importante è gestire nel migliore dei modi l’emergenza». La Regione intanto ha chiesto al ministro dell’Ambiente Sergio Costa l’emanazione di un decreto che possa risolvere questa situazione di stallo. La legge dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. "La sentenza ha creato in Lombardia una vera e propria emergenza: siamo intervenuti immediatamente per cercare di mettere mano a una situazione di alta criticità - ha ribadito l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo -. Questo problema è comune anche ad altre Regioni e abbiamo segnalato al Ministero la necessità dell’emanazione nel più breve tempo possibile del decreto per riportare la situazione alla normalità".