Laura Pausini era andata a trovarlo all’ospedale di Lodi

Lodi, 5 settembre 2018 - «Laura Pausini ha mantenuto la promessa che ci ha fatto quando è venuta, il 19 marzo scorso, all’ospedale Maggiore di Lodi a trovare Fabio e ci ha invitato al suo concerto: sabato andremo al Forum di Assago e potremo salutarla nel backstage». Vittorio Muroni, papà di Fabio, 12 anni, che dalla nascita lotta contro la sindrome di West, una malattia degenerativa che implica anche una tetraparesi spastica e una encefalopatia, spiega che proprio in questi giorni si stanno definendo orari e modalità dell’incontro con l’entourage della cantante, considerando anche le condizioni di salute del piccolo fan. Laura Pausini si era recata di persona a donare una copia del suo ultimo cd a Fabio, che aveva subito una tracheotomia, dopo aver visto un video, diffuso sui social, in cui il bambino manifestava la propria gioia mentre ascoltava una delle sue ultime hit, la canzone “Non è detto”. Un evento, quello dell’arrivo improvviso della celebre cantante il marzo scorso a Lodi, che emozionò tutta la famiglia e l’intero personale della Pediatria.

«Con noi, oltre a mia moglie Michela, ci sarà anche Angelo Selicorni, primario di Pediatria dell’ospedale Sant’Anna di Como, dove Fabio è stato ricoverato. Essendo un genetista e ricercatore per Telethon, si è interessato al caso di Fabio e ha compiuto alcuni test specifici per capire se la sindrome può avere un’origine genetica – spiega Muroni –. Lo abbiamo voluto con noi a condividere l’esperienza di salutare dal vivo Laura Pausini». Un evento che spezza una routine che si è fatta più pesante da quando Fabio, dopo l’intervento, non ha più potuto riprendere la scuola. «Dopo il ricovero a Lodi Fabio è stato per qualche tempo alla La casa di Gabri, un centro specializzato che si trova a Rodero e che funge da casa di sollievo in cui bambini con patologie degenerative come quella di mio figlio possono essere ricoverati e assistiti, in convenzione con l’ospedale Sant’Anna. Vorremmo creare, con l’aiuto di una fondazione, di un’associazione e di qualche personaggio pubblico, un centro analogo anche a Lodi dove, ci risulta, i bambini con la sindrome di West siano 11: potrebbero ricevere cure adeguate e i genitori potrebbero lavorare ma stare loro accanto tutti i giorni», conclude Vittorio Muroni.